Il Papa battezza 28 neonati nella Cappella Sistina

11 gennaio 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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C’è chi dorme beato tra le braccia della mamma, chi piange perché vorrebbe mangiare subito e chi invece si gode le carezze del papà. I ventotto bambini, 15 maschietti e 13 femminucce, accolgono così l’ingresso del Papa che come da tradizione, nella festa del Battesimo del Signore, a conclusione del tempo di Natale, impartisce il sacramento ai figli dei dipendenti vaticani che ne hanno fatto espressa richiesta.

Per la quarta volta dall’inizio del suo pontificato, Francesco rinnova la tradizione, nata con Giovanni Paolo II e proseguita poi con Benedetto XVI.

Celebra di schiena perché l’altare nella Cappella Sistina è posto adiacente alla parete di fondo dove campeggia il Giudizio Universale di Michelangelo e come di consuetudine la sua omelia è a braccio, breve, ed è accompagnata da un sottofondo di gemiti, piccoli strilletti o sonori pianti. «È cominciato il concerto»: dice divertito il Papa. «È perché si trovano in un posto che non conoscono, si sono alzati prima del solito.

Incomincia uno» aggiunge «dà la nota e poi gli altri scimmiottano… Alcuni piangono semplicemente perché ha pianto l’altro». E ricorda che anche Gesù nella stalla di Betlemme aveva pianto. «A me piace pensare che la prima predica di Gesù è stato un pianto, la prima… E poi, siccome la cerimonia è un po’ lunga, qualcuno piange per la fame. Se è così, voi mamme allattateli pure, senza paura, con tutta normalità. Come la Madonna allattava Gesù».

Dalle finestre della Sistina entra la luce straordinaria della fede e nel Battesimo quella luce diventa la promessa di un cammino, si fa vita e testimonianza. «La fede» afferma il Papa «è credere quello che è la Verità: Dio Padre che ha inviato suo Figlio e lo Spirito che ci vivifica. Ma la fede è anche affidarsi a Dio, e questo voi dovete insegnare loro, con il vostro esempio, con la vostra vita».

La fede è quindi la luce, la stessa che si diffonde dalla candela che viene accesa dai padri durante il rito del Battesimo, detto in passato “illuminazione”, perché «la fede» afferma il Papa «illumina il cuore» e con il Battesimo si chiede la fede alla Chiesa ma, ribadisce il Pontefice, spetta poi ai genitori «farla crescere». «E soltanto questo volevo dirvi: custodire la fede, farla crescere, che sia testimonianza per gli altri» anche, aggiunge al termine dell’omelia, «per noi preti, sacerdoti, vescovi, tutti».

I nomi dei 28 bambini scanditi dal Papa presso il fonte battesimale mentre versa l’acqua benedetta sul loro capo rappresentano uno dei momenti più significativi del Battesimo. Diversi sacerdoti provvedono poi ad ungere ad uno ad uno i piccoli con il sacro Crisma, a consegnare la veste bianca mentre i padri accedono una candela, segno della luce del mondo. Infine si procede con  il rito dell’Effatà, il toccare  le orecchie e le labbra dei piccoli per aprirli alla parola di Dio.

Sabato prossimo  a Casa Santa Marta, il Papa battezzerà ancora, ma stavolta a ricevere il sacramento saranno 8 bambini nati ad Amatrice e ad Accumoli, tra le località più colpite dal sisma che si è abbattuto sull’Italia centrale. Lo aveva chiesto una mamma per il suo bimbo nel corso della visita del Papa nelle zone terremotate, e come sappiamo, Francesco mantiene le sue promesse.

di Benedetta Capelli

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