Il Papa all’Angelus: “Il Vangelo cambia il cuore e la vita”

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(credits: Getty Images)

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Oggi c’è una sorpresa per i fedeli romani e di tutto il mondo, accorsi in migliaia sotto la sua finestra per l’Angelus: Francesco annuncia il viaggio che il prossimo 6 giugno lo porterà a Sarajevo, capitale della Bosnia-Erzegovina, martoriata per anni dalla guerra civile.

Egli realizza sempre ciò che dice”
«Vi chiedo fin d’ora», dice il Papa, mentre la piazza applaude forte «di pregare affinché la mia visita a quelle care popolazioni sia di incoraggiamento per i cattolici, susciti fermenti di bene e contribuisca al consolidamento della fraternità, della pace, del dialogo interreligioso, dell’amicizia». Questo sarà l’undicesimo viaggio di Bergoglio in due anni di pontificato, il terzo del 2015 e nonostante si tratti di una visita lampo, come quella dello scorso settembre a Tirana, in Albania, ha un grande significato e una grande portata storica.

Poco prima, prendendo spunto dal Vangelo di Marco che narra l’ingresso di Gesù a Cafarnao e il suo primo insegnamento pubblico nella sinagoga, peraltro nel giorno di sabato, il Santo Padre ha messo l’accento sul triplice primato della Parola di Dio, che è Parola da ascoltare, da accogliere e da annunciare, e che arriva sempre carica di autorità.

“Il Vangelo cambia il cuore e la vita”
«Nelle parole umane di Gesù», spiega il Pontefice, «si sentiva tutta la forza della Parola di Dio, l’autorevolezza stessa di Dio, ispiratore delle Sacre Scritture. E una delle caratteristiche della Parola di Dio è che realizza ciò che dice. Perché essa corrisponde alla sua volontà. Invece noi, spesso, pronunciamo parole vuote, senza radice o parole superflue, parole che non corrispondono alla verità. La Parola di Dio, senza dubbio, corrisponde alla verità, è unità alla sua volontà e fa quello che dice».

La prima prova di questo è che Gesù, dopo aver parlato alla folla, libera un uomo posseduto dal demonio, suscitando lo stupore di tutti i presenti. Altra caratteristica della Parola, nota allora il Papa, è che «ha la forza dello stupore, ci fa stupire davvero bene!». Francesco, improvvisando, torna poi sull’importanza di leggere il Vangelo perché non solo ha il potere di cambiare i nostri pensieri, ma muta anche le nostre azioni: «Esso è vita» ribadisce «non opprime le persone, al contrario, libera quanti sono schiavi di tanti spiriti malvagi di questo mondo: dalla vanità, dall’attaccamento al denaro, dall’orgoglio, dalla sensualità… Il Vangelo cambia il cuore, la vita, trasforma le inclinazioni al male in propositi di bene».

“Diffondete la parola di Dio”
E allora perché non portare sempre con sé un piccolo Vangelo in tasca o nella borsa, perché non leggerne un brano ogni giorno? Francesco lo ridice mentre i fedeli non sembrano stanchi di fronte al suo ennesimo richiamo: «È fondamentale nutrirsi ogni giorno da questa fonte inesauribile di salvezza. Non dimenticatevi! Leggete un passo del Vangelo ogni giorno. È la forza che ci cambia». Ma è importante ricordare anche che una volta “cambiati”, trasformati, bisogna far conoscere a tutti quanto ci è successo, bisogna parlare della grazia ricevuta. Ecco che il Pontefice interpella i cristiani ricordando che il loro principale compito è quello di «diffonderne ovunque la forza redentrice, diventando missionari e araldi della Parola di Dio».

Francesco lancia in appello per la vita
In conclusione, dopo la preghiera mariana, arriva fortissimo anche l’appello per la vita, nell’odierna giornata nazionale che ha radunato per le strade di molte città italiane gruppi e movimenti religiosi: «Mi unisco», dice Francesco, «ai vescovi italiani nel sollecitare un rinnovato riconoscimento della persona umana e una cura più adeguata della vita, dal concepimento al suo naturale termine. Quando ci si apre alla vita e si serve la vita, si sperimenta la forza rivoluzionaria dell’amore e della tenerezza, inaugurando un nuovo umanesimo: l’umanesimo della solidarietà, della vita».

di Cecilia Seppia

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