Il Papa a colazione con i senzatetto

21 dicembre 2016 Mondo di Francesco, News

tweet
Credit Osservatore Romano

Credit Osservatore Romano

vedere queste immagini sembrerebbe un Venerdì della Misericordia, con Francesco che condivide tempo e cibo insieme a persone bisognose. Quello che invece colpisce è che sabato ed è il suo ottantesimo compleanno, il quarto che festeggia da Pontefice.

Ma da subito il Papa ci ha abituati a non stupirci  del fatto che in questo giorno, mentre piovono messaggi di auguri e doni da tutto il mondo, quello che conta per lui è avere i suoi poveri intorno. E con loro, davvero, festeggiare col cuore, perché solo chi dona riceve i regali più belli: la gioia, la pace, l’amore.

Così alle 7.15, accompagnati dall’Elemosiniere pontificio monsignor Konrad Krajewski ormai abituato a queste “sorprese” di Francesco, otto persone senza fissa dimora, sei uomini e due donne, hanno fatto colazione con Bergoglio nel refettorio di Casa Santa Marta.

Attorno a un tavolo apparecchiato per l’occasione si sono seduti dei clochard provenienti da diversi Paesi: Italia, Moldavia, Romania e Perù. Subito hanno cominciato a presentarsi al Papa, desideroso di ascoltare le loro storie.  Don Corrado (così come i senzatetto amorevolmente lo chiamano) li ha scelti a caso la mattina stessa del 17 dicembre, tra i poveri che gravitano attorno a San Pietro e alle docce del Colonnato.

E appena ha detto loro cosa sarebbero andati a fare, tutti hanno risposto con gioia, preoccupandosi però dell’aspetto, dei vestiti “poco adeguati”, del non avere niente da offrirgli per fare gli auguri. Ma monsignor Krajewski li ha rassicurati: «Gli basterà vedervi lì». E così è stato. Prima di sedersi a tavola insieme hanno recitato il Padre Nostro con il Papa che ha poi benedetto il cibo invitando tutti a servirsi e a chiedere qualsiasi altra cosa desiderassero.

È stata un colazione semplice, ma decisamente unica per queste persone abituate a vivere sulla strada, perché ciò che premeva al Pontefice era far sentirle sentire davvero speciali. Questo il “menù” della colazione. Da bere: succhi di frutta vari, acqua frizzante e naturale e spremuta di arancia fresca. Poi qualcuno ha preso il té caldo, qualcun altro il caffè, o il cappuccino con tanto di polvere di cacao come si prepara al bar.

Anche da mangiare c’era l’imbarazzo della scelta: dalle classiche fette biscottate con burro alle marmellate di vari gusti, dalla Nutella ai cornetti semplici o con la crema. Poi frutta di stagione e prodotti salati, più tipici di una colazione all’inglese. E dunque: prosciutto crudo e cotto, formaggio, uova e pane tostato. Francesco è rimasto con loro 40 minuti; di tanto in tanto li invitava a prendere qualcos’altro da mangiare senza fare complimenti ed è stato felice di parlare con loro.

A tutti ha donato un rosario e un cappello di lana e prima di congedarsi non ha mancato di offrire i suoi amati “alfajores” (i tradizionali dolcetti argentini fatti da due biscotti sovrapposti e al centro un ripieno di “dulce de leche” cioè crema di latte) di cui il Papa va davvero ghiotto.

Alla fine anche loro gli hanno regalato tre mazzi di girasoli che Francesco ha fatto sistemare subito nei vasi della Cappella di Santa Marta. La gioia di queste otto persone è stata davvero grande, ma nessuno in fondo si è stupito della confidenza e dell’affetto che Bergoglio ha riservato loro, perché i poveri su questo la pensano allo stesso modo: “Francesco è uno di noi!”.

di Cecilia Seppia

TAG

, ,

VEDI ANCHE