“Il mio Papa”: telefonata a sorpresa di Francesco

5 dicembre 2014 Foto e video story

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Tiziana Lupi, giornalista de "il mio Papa" ha ricevuto una telefonata del Santo Padre (credits: Getty Images)

Tiziana Lupi, giornalista de “Il mio Papa”, ha ricevuto una telefonata del Santo Padre (credits: Getty Images)

Scrivo su questo giornale sin dal primo numero e voi che state leggendo questo articolo probabilmente siete abituati ai miei racconti su quello che papa Francesco fa o dice, sui suoi viaggi e su quello che, in generale, potremmo definire il suo mondo.

“Il mio articolo più difficile”
Per questa “confidenza” che, in qualche modo, ci lega, non ho difficoltà a dirvi che questo è, finora, l’articolo più difficile che mi sia mai capitato di scrivere. Perché non riguarda solo lui ma anche me. E, soprattutto, la gioia immensa che ha voluto regalarmi. Giovedì scorso ho presentato ad amici e addetti ai lavori il libro Il nostro Papa che, come sapete, è nato grazie all’apprezzamento che avete dimostrato nei confronti della biografia “a puntate” di Francesco che ho scritto per i primi numeri di questo giornale. La presentazione ufficiale è sempre un momento importante per l’autore di un libro e, per questo motivo, ero emozionata già da diversi giorni.

Mai, però, avrei potuto immaginare che quell’emozione mi sarebbe sembrata un’inezia in confronto a quella che ho provato la mattina di giovedì quando papa Francesco mi ha telefonato. Proprio così: dopo avere raccontato le sue ormai “mitiche” telefonate, questa sua straordinaria abitudine di chiamare i fedeli che ce lo ha fatto sentire più vicino, più “umano” se mi passate il termine, stavolta dall’altra parte del telefono c’ero io. Non sono in grado di dire con precisione quanto sia durata la nostra conversazione: cinque minuti o, forse, qualcosa in più. Posso solo dire che quella manciata di minuti hanno segnato un “prima” e un “dopo” nel mio mestiere di giornalista e, soprattutto, nella mia vita.

“Quei cinque minuti soltanto per me”
Il motivo della telefonata è stato proprio Il nostro Papa: Francesco lo ha ricevuto e ha voluto dirmi che gli è piaciuto e che è stato colpito dalle tante fotografie di lui – bambino, ragazzo, giovane sacerdote, fino ai giorni nostri – e della sua famiglia – i nonni, i genitori, i fratelli – che costituiscono parte essenziale del libro.

«Sarà stato un lavoraccio trovare tante fotografie!», mi ha detto con quella dolcezza nella voce di cui tutti ci siamo innamorati con quel primo, indimenticabile, «Fratelli e sorelle, buonasera» del 13 marzo 2013. Non vi sarà difficile immaginare il mio stato d’animo in quel momento. Da un lato parlavo con lui, scusandomi per la voce rotta dall’emozione e per gli eventuali errori presenti nel libro (su cui, però, mi ha rassicurato); dall’altro, dicevo a me stessa: «Sto parlando con il Papa. Con tutto quello che ha da fare, lui ha trovato cinque minuti da dedicare solo a me». Mi è sembrato che il cuore mi scoppiasse dalla gioia.

Prima di chiudere mi ha anche chiesto l’indirizzo di casa che io, naturalmente, gli ho dato, senza sospettare quello che sarebbe successo di lì a poco: come se non mi avesse donato già una felicità immensa, mi ha anche fatto avere due regali e un biglietto, scritto a mano, per ringraziarmi ancora per il libro, invocare la benedizione del Signore per me e per la mia famiglia, affidarmi alla Madonna perché mi custodisca e chiedermi di pregare per lui, come aveva già fatto al telefono.

...e poi c’è il libro dedicato a lui
È proprio questo il modo in cui voglio ringraziarlo per quello che ha fatto per me: continuare a pregare per lui, come faccio da quella prima sera in cui si è affacciato al balcone della Loggia centrale della Basilica di San Pietro.

Dopo tutto questo, giovedì pomeriggio c’è stata la presentazione del libro, con tanti relatori illustri: il Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, monsignor Marcelo Sánchez Sorondo, il vicepresidente dell’Opera Romana Pellegrinaggi, monsignor Liberio Andreatta, Pippo Baudo, Fausto Bertinotti e il direttore de Il mio Papa Aldo Vitali.

E’ stato davvero un bell’evento, con tanta gente contenta di saperne un po’ di più sul “nostroPapa. Ma soprattutto, almeno per me, c’era lui, Francesco: quella voce che avevo ascoltato al telefono la mattina mi ha fatto compagnia per tutto il tempo. E continuerà a stare con me ancora a lungo. Grazie, Francesco.

di Tiziana Lupi

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