“Il mio Papa” sbarca nelle Filippine

4 ottobre 2017 News

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41 mio papa Filippine

Credit M.B. Savellano

La famiglia di Il mio Papa si allarga. Dopo il Portogallo (dallo scorso aprile) e la Spagna (da giugno), il nostro settimanale sbarca nelle Filippine. Si chiama My Pope e ha 64 pagine come il nostro settimanale, ma adotta una veste grafica leggermente differente, è in lingua inglese (la lingua più parlata nel Paese, insieme al “tagalog”) e ha cadenza mensile.

My Pope nasce in un Paese, le Filippine, dove oltre il 90% della popolazione è di fede cristiana. Non solo: uno dei teologi più stimati da papa Francesco, il cardinale Luis Tagle è proprio di nazionalità filippina. Prima dell’uscita nelle edicole il porporato ha già fatto visita alla redazione della rivista. Ha conosciuto la direttrice del giornale Tata Mapa che gli ha mostrato  il nuovo settimanale e gli ha chiesto un parere. 

«Credo che questo sia un ottimo strumento per far conoscere il Papa alla gente e soprattutto la sua umanità» ha subito commentato il cardinale.  Approfittando dell’occasione preziosa, la giovane direttrice   del giornale ha chiesto al cardinale anche qualche consiglio. Tagle ha risposto in modo preciso benedicendo l’operazione My Pope: «Speriamo che attraverso la rivista ogni cristiano possa scoprire ciò che può fare. Non possiamo caricare di responsabilità solo poche persone. Non possiamo lasciare che il Papa ottenga la pace nel mondo o corregga tutti i problemi. Papa Francesco svolge il suo ruolo basato sui suoi valori, come la gioia del Vangelo, gli incontri. Non dobbiamo diventare pontefici per vivere come lui. Ciascuno di noi ha un ruolo. Dobbiamo chiederci: qual è il mio? Come faccio a implementare ciò che vedo in Francesco nella mia vita quotidiana?».

E ha esortato i giornalisti filippini dicendo: «Raccontate storie di speranza. È facile raccontare di disastri; raramente si leggono storie con semplici segni di speranza, di amore. Come riesce la gente a sopravvivere? Da dove trae la forza? Queste sono le storie da raccontare per incoraggiare i lettori ha concluso, augurando «buon lavoro». 

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