Il grande cuore dei cubani batte per Francisco

23 settembre 2015 Foto e video story

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Schermata 2015-09-22 a 14.43.47Un viaggio eccezionale, questo a Cuba e negli Stati Uniti, che Francesco, come d’abitudine, sta cercando di vivere nel modo per lui meno eccezionale possibile.

Di fronte a un calendario serratissimo, il Papa ha scelto di non stravolgere le sue abitudini. Per cominciare, ha consumato pasti molto simili a quelli che apprezza a Casa Santa Marta (pasta, verdure…), assaggiando qualche specialità della cucina caraibica. 

L’altro punto fermo è stato il riposo. Per recuperare le energie in giornate pesanti, papa Bergoglio (che a Cuba è stato ospite della nunziatura all’Avana, del vescovado a Holguin e del seminario di San Basilio Magno a Santiago) ha cercato di andare a letto sempre di buon’ora, e quando è stato possibile ha fatto anche una siesta pomeridiana.

A vigilare sulla buona forma del Papa in questo lungo viaggio c’è un nome nuovo, ma già noto ai lettori di Il mio Papa (che hanno letto l’intervista sul numero 34): al fianco di Francesco come medico personale, infatti, c’è per la prima volta il professor Fabrizio Soccorsi. Un altro volto nuovo presente nella delegazione del Papa è quello di monsignor Paul Richard Gallagher. Poiché Francesco si recherà in visita alla sede delle Nazioni Unite a New York (venerdì 25 settembre, alle 14,30, ora italiana), ha voluto accanto a sé l’arcivescovo inglese, che normalmente non partecipa ai viaggi, ma ha l’incarico di Segretario per i rapporti con gli Stati, una sorta di ministro degli Esteri.

Terza novità, infine, per i trasporti. In questo viaggio non dovremmo vedere il Papa spostarsi a bordo di un’utilitaria, bensì su una berlina. Sull’isola di Cuba, per i tragitti più lunghi in auto gli organizzatori hanno fatto trovare una comoda Volkswagen Passat grigia metallizzata.

Quanto alle papamobili, poi, il Vaticano ha chiesto che fossero costruite sul luogo, anziché portarle da Roma, così a Cuba è stata approntata una Peugeot 308 bianca. 

Infine i trasferimenti più lunghi, quelli in aereo. Per la tappa cubana, l’organizzatore dei viaggi papali, Alberto Gasbarri, ha voluto che si volasse con il consueto Airbus 330 Alitalia tanto da Roma all’Avana, quanto nei voli interni e da Santiago a Washington, senza utilizzare la compagnia di bandiera Cubana de Aviacion

I trasferimenti negli Usa e, infine, il ritorno in Italia, si svolgeranno invece con un Boeing 777 dell’American Airlines. 

E anche per tutti i voli è stata esaudita un’esplicita richiesta di Francesco: pasti e servizio siano sempre il più possibile sobri. 

di Ignazio Ingrao

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