Pellegrinaggi: in cammino verso Santiago

1 luglio 2014 Foto e video story

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Nel 2012 hanno percorso il Cammino quasi 200mila fedeli, metà dei quali spagnoli (credits: Getty Images)

Nel 2012 hanno percorso il Cammino quasi 200mila fedeli, metà dei quali spagnoli (credits: Getty Images)

In Galizia, nella Spagna nordoccidentale, Santiago de Compostela è uno dei luoghi di pellegrinaggio più famosi al mondo. Tradizione vuole, infatti, che qui siano ospitate le spoglie di Giacomo di Zebedeo, o il Maggiore (il Minore era Giacomo di Aldeo), apostolo e martire. E Santiago in spagnolo significa, appunto, “san Giacomo”.

Secondo la leggenda, Giacomo, fratello di Giovanni apostolo ed evangelista, dopo la Resurrezione girò per molti anni nella penisola iberica per evangelizzare i popoli. Tornato in Palestina, venne fatto decapitare dal re Erode Agrippa. Il suo corpo fu raccolto dai suoi discepoli Attanasio e Teodoro, che in segreto lo portarono via nave nei luoghi in cui Giacomo  aveva predicato e lì gli diedero sepoltura.

Del sepolcro si persero le tracce fino all’anno 813, quando l’eremita Pelayo vide una pioggia di stelle cadere su un colle e san Giacomo gli apparve in sogno dicendogli che esse indicavano la sua tomba. L’eremita rimosse la terra sul colle e trovò il sepolcro. In breve tempo la notizia giunse al Papa e ai principali sovrani cattolici dell’epoca. Nel luogo fu dapprima costruita una chiesetta e poi sorse una città, Santiago de Compostela appunto, che, con la sua maestosa cattedrale, divenne ben presto meta di pellegrinaggio.

A Santiago si può andare in aereo, in treno, in pullman e in automobile, ma il pellegrinaggio per eccellenza è quello a piedi sui tradizionali percorsi del Cammino.  Si trovano, infatti, diversi itinerari, ma quello “classico” è il Cammino Francese, lungo 738 chilometri, che parte da St. Jean Pied-de-Port, in Francia, e arriva a Santiago. Per percorrerlo tutto a piedi (molti alternano cammino e bicicletta) ci vuole almeno un mese ma, naturalmente, il tempo impiegato dipende dalla velocità e dalla resistenza fisica. Inoltre, poiché non tutti hanno a disposizione un periodo di tempo così lungo, si può scegliere di percorrere a piedi solo la parte conclusiva.

Prima di partire si chiede la credenziale
La cosa importante è capire che il Cammino non è solo il tratto più o meno lungo che separa il fedele dalla meta del pellegrinaggio ma un’occasione per meditare, attività che va poco d’accordo con la fretta e l’ansia di arrivare. Dal punto di vista logistico, prima di partire bisogna tenere presenti alcune cose. È bene dividere il cammino in tappe che tengano conto della lunghezza del percorso e del proprio livello di allenamento; meglio anche assicurarsi (per esempio presso la Confraternita di San Jacopo di Compostela, a Perugia ) la Credenziale, una tessera del pellegrino, per trovare lungo la strada albergues e menù a prezzo ridotto.

Fondamentale è preparare uno zaino non troppo pesante (per gli esperti, il peso non deve superare il 10 per cento del peso di chi lo porta), ma con il necessario, come antidolorifici, disinfettante, cerotti, rimedi per le vesciche, sacco a pelo (utilissimo quando non si trova un posto letto) e, come vuole la tradizione, un sassolino portato da casa da deporre ai piedi della Cruz de Hierro, la Croce di ferro, punto più alto del Cammino (circa 1.500 metri). Il simbolo di Santiago è una conchiglia, usata anche per segnare il cammino con le tradizionali frecce gialle: i primi pellegrini del Cammino si nutrivano con le capesante delle coste della Galizia e conservavano la conchiglia per ricordo.

di Tiziana Lupi

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