I segreti della casula del Papa

15 dicembre 2016 Mondo di Francesco

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Credit Osservatore Romano

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Domenica 11 dicembre papa Francesco, come tutti i sacerdoti del mondo, ha celebrato messa con la casula più particolare e rara di tutte: quella rosa. Questa, infatti, viene vestita solamente due volte all’anno: nella terza domenica di Avvento (il cosiddetto “Gaudete) e nella quarta domenica di Quaresima (il “Laetare”)

Ma quali sono le origini della casula? E come è fatta? 

La casula, o pianeta, è una specie di tunica fatta su misura per il sacerdote quando viene chiamato a celebrare un rito liturgico.

Il termine che la identifica, come illustrò l’arcivescovo e teologo spagnolo sant’Isidoro di Siviglia nel settimo secolo, significa letteralmente “piccola casa”: questo per via della sua particolare forma avvolgente e perché in antichità copriva quasi interamente braccia e gambe. 

Si indossa sopra il camice, ossia la tunica bianca che arriva fino ai talloni. E oggi la casula è un po’ più corta di quest’ultimo. 

Non ha vere e proprie maniche e si veste dalla testa. Questo fa sì che si producano le caratteristiche pieghe drappeggiate sulle braccia. La lunghezza viene naturalmente stabilita in base all’altezza di chi la sta usando: possiamo dire che varia tra un metro e 25 centimetri e un metro e 50 centimetri. Giunge così circa all’altezza della tibia. Nel corso dei secoli il suo aspetto  si è evoluto ed è cambiato diverse volte, accorciandosi o allungandosi a seconda delle usanze del periodo. La sua forma può essere circolare, con un diametro pari all’ampiezza delle braccia distese a croce di chi la deve indossare, o ellittica: ossia meno ampia in larghezza. Esiste anche un’altra tipologia detta “a capanna” che copre il corpo del sacerdote come un cono. I colori (vedi riquadro a destra) variano a seconda del periodo dell’anno. La casula non ha bottoni, ma sul petto ci sono delle decorazioni, così come sul profilo attorno al collo.

Ogni casula è corredata da una stola propria e talvolta può essere confezionata in corredo con altri paramenti quali mitria, dalmatica e piviale.

Differenti sono anche i materiali utilizzati: le casule più preziose sono in seta, ma si utilizzano tessuti anche meno nobili come la lana, il cotone o quelli sintetici (per esempio il terital). Questo fa sì che anche i costi siano estremamente variabili, da un centinaio di euro fino a quasi un migliaio. Francesco ne ha disposizione di svariate fogge, ma come decide quali usare? Le sceglie monsignor Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche, rifornendosi  dai magazzini degli uffici che lui stesso dirige.

QUALI SONO GLI ALTRI COLORI DELLA CASULA E QUANDO SI USANO

VERDE. Si veste nel tempo ordinario, ed è quindi quello che papa Francesco indossa più frequentemente (nel complesso sono 34 settimane all’anno). Il verde rappresenta la crescita della Chiesa, la speranza per il raggiungimento della salvezza e della vita eterna.

VIOLA. È il colore dell’attesa, della penitenza ma allo stesso tempo del dolore e della sofferenza. Viene indossato essenzialmente in due occasioni: durante le domeniche e le ferie dell’Avvento e della Quaresima. È anche utilizzato per i funerali.

ROSSA. Rappresenta il sangue di Gesù Cristo versato per gli uomini ed esprime il dono dello Spirito Santo che ci rende in grado di testimoniare la nostra fede al mondo. Si usa nella Domenica delle Palme, nel Venerdì Santo, nella Pentecoste e nelle feste dei martiri.

BIANCA O ORO. Sono i colori della nascita e della resurrezione di Gesù. Il bianco si utilizza nel periodo fra il Natale e il battesimo di Gesù, ma anche dalla Vigilia Pasquale fino alla Vigilia di Pentecoste esclusa. L’oro può sostituire qualsiasi altro colore tranne il viola.

di Matteo Valsecchi

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