I preparativi per gli esercizi spirituali del Papa ad Ariccia

24 febbraio 2017 Mondo di Francesco, News

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Credit Osservatore Romano

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Sono le 9 di domenica 27 novembre 2016, Prima di Avvento. In una parrocchia di Perugia il francescano padre Giulio Michelini sta pregando le Lodi con un gruppo di fedeli. All’improvviso il suo cellulare squilla: un attimo di stupore e il frate lo spegne immediatamente.

Dopo una ventina di minuti, a preghiera conclusa, il cellulare squilla di nuovo… Pronto? «Sono Francesco. Avevo provato a chiamarla anche prima». Padre Giulio è senza parole: «Santità, mi scusi tanto!», e spiega la situazione, imbarazzato. La prima risposta del Papa è una risata, poi aggiunge: «Devo chiederle un grande favore. Vuole venire a predicare gli esercizi spirituali alla Curia romana, dal 5 al 10 marzo?».

Padre Giulio, 53 anni, milanese da tempo trapiantato in Umbria, apprezzato studioso della Bibbia, cerca di schermirsi: «Santo Padre, lei sa che ci sono tanti altri molto più preparati di me per questo compito». 

La risposta di papa Francesco? «Facciamo così: lei continui a pensare che ci sono altri più bravi di lei, e venga a predicare gli esercizi!».

Sono passati quasi tre mesi da quella conversazione e padre Giulio, ricordandola con Il mio Papa, si emoziona ancora. Come si emoziona a pensare che è ormai molto vicina (comincerà domenica 5 marzo) la settimana in cui appunto nella Casa del Divin Maestro ad Ariccia guiderà gli esercizi spirituali del Papa e della Curia romana. Il tema: “Passione, morte e risurrezione di Gesù secondo Matteo”. 

Come abbiamo detto, padre Giulio Michelini è una figura di grande spessore: insegna Sacra Scrittura all’Istituto teologico di Assisi, è responsabile della formazione dei candidati al diaconato permanente nell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, è padre guardiano (superiore) della fraternità di Farneto… Eppure, appunto, è davvero emozionato. 

Dopo l’invito del Papa…

«Non ho dormito per una settimana! Poi mi sono confrontato con il mio direttore spirituale, che mi ha rassicurato: “Lo hai chiesto tu? No. E allora predica gli esercizi come faresti con qualsiasi altro discepolo”. Ora sono sereno, ma continuo a sentire una grande responsabilità: quello che dirò lo ascolterà Pietro… Ho telefonato anche a padre Ermes Ronchi, che ha guidato gli esercizi lo scorso anno, e mi ha detto: “Sarà un’esperienza che ti cambia la vita e te la ricorderai per sempre. Devi avere solo un po’ di pazienza per qualche settimana di notorietà”. Io preferirei restare dietro le quinte…».

Francesco ha fatto qualche richiesta particolare?

«Sul tema ha lasciato la massima libertà. Ha chiesto, invece, che ci sia silenzio anche durante i pasti e che siano scelte brevi letture a cui seguirà l’ascolto di musica classica, scelto dal direttore della Cappella musicale pontificia Sistina, monsignor Massimo Palombella. A pranzo ci accompagneranno brani sulla Vergine Maria, mentre a cena verrà letta la testimonianza di un frate impegnato nella Chiesa di oggi». 

Come si è preparato?

«Con preghiera e studio. Sono andato per 10 giorni a Cafarnao, in Israele, nel convento dei frati minori vicino al santuario costruito sui resti della casa di san Pietro. Lì ogni giorno all’alba frati e suore recitano il rosario per il successore di Pietro».

Perché ha scelto come spunto il “Vangelo di Matteo”?

«Perché in questo anno liturgico si legge quel Vangelo. Sulla Passione in Matteo, poi, ho scritto la tesi di dottorato in Teologia biblica: è un tema caro… In una meditazione, però, ho avuto il contributo di una clarissa che non vuole essere citata, in un’altra quello di due laici, Mariateresa e Gilberto: è quella sul processo romano, la moglie di Pilato e i sogni di Dio, un episodio di cui parla solo Matteo».

QUEST’ANNO, PER LA PRIMA VOLTA, UN TESTO SCRITTO DA DUE LAICI

Per la prima volta, tra le meditazioni proposte al Papa e alla Curia, ce ne sarà una scritta da due laici: i coniugi Gilberto Gillini e Mariateresa Zattoni (nella foto, durante una videolezione). Genitori, nonni, pedagogisti, consulenti familiari, i Gillini vivono a Lecco e collaborano da 15 anni con padre Michelini nella scrittura di libri e negli esercizi spirituali organizzati a Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. «Siamo molto orgogliosi che sia stato chiamato a predicare gli esercizi alla Curia e al Santo Padre», dice Gilberto. «Noi preghiamo sempre per Francesco: le sue parole e i suoi gesti ci riempiono di gioia; è riuscito a cambiare la Chiesa dal basso, con il comportamento, al di là dei pronunciamenti ufficiali».

Come avete reagito all’invito venuto da padre Giulio? «Siamo stati contenti e ci siamo impegnati a vedere dal nostro punto di vista che cosa possa “dire” a chi è sposato quel brano di Matteo sul comportamento della moglie di Pilato». Gilberto e Mariateresa conoscono anche la Casa di Ariccia: «Siamo felici di sapere che il nostro amico sia lì: è un luogo molto bello, che ben si presta alla meditazione e all’incontro».

di Laura Badaracchi

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