I messaggi che lancia il Papa con il suo sorriso

15 novembre 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Recita il proverbio: “Una mela al giorno toglie il medico di torno”… Ma per chi cerca di mantenersi in salute con i metodi più naturali e meno “dannosi” possibili, anche una bella risata può davvero fare miracoli. 

Ridere, infatti, è salutare per il corpo e per la mente. Per cominciare, ridere è una buona pratica di “prevenzione”, perché rafforza il sistema immunitario e dunque tiene lontani i malanni di stagione; una risata, però, è anche d’aiuto quando si ha a che fare con patologie più complesse, come quelle cardiovascolari: ridere migliora la circolazione del sangue e riduce la pressione sanguigna. E infine, come tutti possono intuire, la risata è anche un “farmaco” portentoso contro lo stress. 

Tutto questo dev’essere ben chiaro a papa Francesco, perché, complice anche la sua spontaneità, cede spesso al fascino e al gusto del riso. Talvolta è lui stesso, con una delle sue battute, a far ridere la gente; in altre occasioni, invece, si lascia conquistare dal gesto di un bambino, da un regalo bizzarro. 

Francesco, insomma, è il papa del buon umore, ride e sorride molto, confermando anche il suo essere un campione indiscusso di comunicazione, capace di abbattere muri e barriere. Il sorriso infatti, più o meno pronunciato che sia, è reso possibile dal movimento simultaneo di ben 17 muscoli facciali ed è il primo tra i gesti del corpo con cui incontriamo l’altro, stabilendo un contatto immediato che non ha bisogno di parole. 

Il sorriso, poi, “tradisce” in generale una personalità forte, sicura di sé ed estroversa. Per il cristiano, in particolare, la gioia che traspare da un sorriso è un tratto distintivo, perché gli è “vietato” essere triste o “ripiegato”, chiuso in se stesso. Lo ha detto lo stesso Francesco, in diverse occasioni: «A un cristiano che non è gioioso, manca qualcosa. Oppure non è cristiano!» (Angelus, 11 dicembre 2016).

Esistono diversi tipi di risata. Osservando papa Francesco in pubblico possiamo “attribuirgliene” sicuramente quattro: la risata sonora, “di gusto”, che esplode quasi incontrollata; la risata umoristica, più breve e discreta, in risposta a una battuta; il sorriso largo, onesto, che è silenzioso ma stimola empatia, vicinanza; infine, il sorriso dolce a bocca socchiusa, più paterno e bonario, e capace di esprimere comprensione e compassione.

di Cecilia Seppia

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