“I dieci comandamenti” su Raiuno con Benigni

12 dicembre 2014 Foto e video story

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Roberto Benigni alla presentazione dello spettacolo televisivo "I dieci comandamenti"(credits: Agf)

Roberto Benigni alla presentazione dello spettacolo televisivo “I dieci comandamenti”(credits: Agf)

L’ha detto e lo ha fatto. «Dopo la Divina Commedia potrei portare in televisione solo i Dieci Comandamenti», aveva dichiarato Roberto Benigni commentando il successo della sua esperienza televisiva con il capolavoro di Dante Alighieri. Adesso, lunedì 15 e martedì 16 dicembre (in prima serata), su Raiuno arrivano proprio “I Dieci Comandamenti”.

Dopo avere commosso il pubblico televisivo (e se stesso, durante l’esibizione) con la recita del XXXIII canto del Paradiso, quello della “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, umile e alta più che creatura”, c’è da scommetterci che Benigni farà il bis con quelle che definisce «parole vive che danzano davanti ai nostri occhi » e che «sono l’etica di tutto il mondo e hanno fatto entrare l’infinito nella vita di tutti i giorni». Perché «li ha scritti proprio Dio con il suo dito e, attraverso queste dieci parole, noi cambiamo».

Hanno collaborato biblisti e teologi 
Il regista e attore toscano non prova nemmeno a nascondere l’entusiasmo per questa nuova avventura in cui trasformerà le Tavole della Legge niente meno che in un soggetto televisivo. Con tutto il rispetto del caso, ma anche con la consapevolezza di chi è convinto che i Dieci Comandamenti siano «il più grande spettacolo del mondo».

Così come, del resto, «lo è la Bibbia, quel libro Dio l’ha scritto proprio bene. In particolare l’Esodo», che per Benigni «è un nutrimento, leggerlo mezz’ora al giorno fa bene alla salute». Lui di giorni o, meglio, di serate, ne occuperà due anche se il progetto, originariamente, ne prevedeva solo una: «Ci è sembrato troppo poco, il desiderio di approfondirli ci ha portato a pensare a due puntate. Ma, se potessi, ne farei ancora di più perché i Dieci Comandamenti sono di una bellezza che non si consuma. Sono il sentimento che si fa legge». Naturalmente Benigni non ha fatto tutto da solo: nella preparazione delle due puntate si è avvalso della collaborazione di biblisti, studiosi, teologi, religiosi e laici: «Da solo non ce l’avrei mai fatta – ammette –. È un tema su cui non si può giocare»..

di Tiziana Lupi

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