Hanno regalato una tuta spaziale al Papa!

14 giugno 2018 Gente di Francesco, News

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L'astronauta Paolo Nespoli regala una tuta spaziale al Papa. Con tanto di bandiera argentina. Credits: Osservatore Romano

L’astronauta Paolo Nespoli regala una tuta spaziale al Papa. Con tanto di bandiera argentina. Credits: Osservatore Romano

Un Papa nello spazio? Magari un giorno chissà! Intanto la tuta spaziale c’è. L’ha consegnata l’astronauta italiano Paolo Nespoli a Francesco nel corso di un’udienza. Nespoli stato accompagnato dai suoi compagni di viaggio dell’ultima missione tra le stelle: gli americani Randolph Bresnik, Joseph Acaba e Mark Vande Hei, e il russo Sergej Rjazanskij. Nella sala del Tronetto, nel Palazzo apostolico, l’incontro  si è svolto all’insegna della spontaneità con Nespoli a fare da interprete tra il Papa e i suoi compagni della 53.ma spedizione della Stazione spaziale internazionale. «Alcuni» ha detto l’astronauta al Papa «non sono cattolici ma ortodossi ed hanno accettato di buon grado di venire da Lei». Francesco ha sorriso e apprezzato il gesto, ha chiesto se erano state portate delle Bibbie nel cosmo e ne ha firmate alcune che Sofia, la bimba di Nespoli, aveva con sé. L’astronauta italiano è davvero l’uomo dei record perché il più anziano tra chi si è recato nello spazio; il più alto (1.88 cm); ma anche colui che ha vissuto ben 314 giorni in orbita nelle tre missioni compiute. 

Nespoli vanta anche un altro primato: è l’unico astronauta ad aver parlato dallo spazio con due Papi: con Benedetto XVI il 21 maggio 2011 e con Francesco il 20 ottobre 2017. Nell’incontro con Bergoglio, ha rivelato, si è parlato della fragilità della Terra, dei sogni che si realizzano e si è ripreso il filo del discorso iniziato nell’ottobre scorso, quando dal Vaticano il Papa si è collegato con la Stazione spaziale internazionale. Allora in 25 minuti di colloquio si era parlato di universo, di infinito e anche di collaborazione. Francesco aveva definito gli astronauti «rappresentanti di tutta la famiglia umana». Nespoli ha espresso l’auspicio che il Papa vada in orbita perché «è un’esperienza umana che ti cambia, da lassù si vede come il mondo sia fragile perché è la nostra presenza che lo rende così. L’universo non offre risposte, ma amplifica quello in cui credi».

di Cecilia Seppia

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