Gli sposi da papa Francesco

13 settembre 2014 Foto e video story

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Il tradizionale incontro del Papa con i neosposi in piazza San Pietro all’udienza generale (credits: Getty Images)

Il tradizionale incontro del Papa con i neosposi in piazza San Pietro all’udienza generale (credits: Getty Images)

Pensate a un parroco lontano dalla sua chiesa, una chiesa che magari è in Argentina. Pensate che questo parroco senta crescere il desiderio di vedere ancora da vicino lo sguardo di due giovani che giurano, davanti a Dio, di amarsi e rispettarsi per sempre. Di celebrare un matrimonio… Il desiderio diventa idea, e poi si trasforma in richiesta, subito inoltrata alla diocesi dove il parroco è diventato vescovo. La diocesi è quella di Roma, il suo vescovo è naturalmente papa Francesco. E questa storia si è svolta alla fine dello scorso aprile. Gli uffici della diocesi si sono messi subito al lavoro, scrivendo a tutte le chiese di Roma. Poche righe che illustravano la possibilità per alcune coppie di essere sposate dal Santo Padre nella basilica di San Pietro domenica 14 settembre, alle 9 del mattino.

I parroci hanno immediatamente interpellato i futuri sposi già “formati” dal corso prematrimoniale e si sono trovati travolti dalle “adesioni”. Alla fine si è deciso di indicare una coppia per parrocchia e fare un’ulteriore selezione… È la prima volta che papa Francesco celebra dei matrimoni, ma non è una novità che un pontefice lo faccia: san Giovanni Paolo II, per esempio, ha presieduto diversi matrimoni in pubblico. La celebrazione del 14 settembre vedrà 20 coppie divise in due gruppi posti ai lati dell’altare di San Pietro; risponderanno in coro alle domande di rito («Siete venuti a contrarre matrimonio, senza alcuna costrizione, in piena libertà e consapevoli del significato della vostra decisione? »…) e poi papa Francesco sposerà singolarmente ogni coppia, che dovrà recitare a memoria la formula del consenso.

«Ci hanno chiesto di impararla a memoria così potremo guardarci negli occhi, ma chissà se l’emozione non giocherà brutti scherzi!»: Laura Capurso confessa di avere paura. Casertana, 34 anni, laurea in Archeologia nel cassetto e un lavoro come responsabile di direzione di un’azienda, Laura verrà sposata dal Santo Padre con Marco Purcaro, 32 anni di Cassino (Frosinone), ballerino di professione. La loro è la tipica storia di un colpo di fulmine scattato proprio a un matrimonio di amici comuni. «Quando sono andato al matrimonio del mio amico», dice Marco, «ero in un momento di crisi. Ero stato una settimana a Medjugorje per ritrovare quella pace interiore che non sentivo più». L’incontro con Laura è il segno, significa che può rientrare in Italia e pensare la sua vita insieme a lei, che intanto si è già innamorata di lui: «È stato tutto velocissimo. Mi ha chiesto di sposarlo dandomi l’anello di fidanzamento il giorno prima della partenza per una crociera, lui non riusciva ad aspettare».

Gli innamorati fissano il matrimonio per il 4 ottobre 2014, festa di san Francesco, alla basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio. Ma arrivano due Francesco a “scombinare” il progetto: il Santo Padre e don Francesco, il sacerdote con cui hanno fatto il corso di preparazione. «Ci ha detto di provare a partecipare a questa giornata», spiega Laura, «e abbiamo fatto la domanda con entusiasmo». Quando è arrivata la risposta positiva «l’emozione è stata grande, mi è sembrato un disegno perfetto della Provvidenza», commenta Marco.  Ci sposiamo il 14 settembre e ci siamo messi insieme il 14 gennaio, e poi c’è papa Francesco che sento vicino come un padre. E Francesco è anche il santo a cui sono devoto».

Peccato non andare all’altare con papà
Quanti segni nella storia di questi due giovani! Laura non ha dormito per due giorni all’idea di essere sposata dal Papa. In testa aveva anche il pensiero di un matrimonio da condividere con 19 coppie; il cruccio di non andare all’altare sotto braccio al papà come aveva sognato fin da quando era bambina… «Ma è stato il pensiero di un attimo, tutto è passato, perché ho pensato a Francesco, a quanto ogni volta mi tocca e mi scuote con le sue parole. A quanto bene gli voglio ». E ora si prepara a dire il suo «sì» di fronte a lui.

Curiosità: Come ricevere il telegramma “del Papa” durante al cerimonia
Nel corso di un matrimonio può essere letto un telegramma di benedizione firmato dal cardinale segretario di Stato per conto del Papa. Questo telegramma è chiesto da un’autorità ecclesiastica che garantisce che gli sposi siano “una coppia di cristiani fedeli e praticanti”. La richiesta va fatta almeno dieci giorni prima del matrimonio e in essa vanno indicate le generalità degli sposi, luogo e data del matrimonio, e nome del parrocco della chiesa dove si è scelto di celebrare il rito. Si invia tutto al fax 06 6988395. Dopo si potrà mandare (per lettera) una piccola offerta all’Ufficio telegrammi, 00120 Città del Vaticano, facendo riferimento al telegramma richiesto.

Curiosità: Come avere la benedizione papale
Papa Francesco può benedire un matrimonio attraverso una pergamena che un amico, un parente o il parroco possono chiedere all’Elemosineria apostolica. Prima cosa da fare: muoversi almeno un mese e mezzo prima della data delle nozze. Per avere la benedizione ci si può recare all’Elemosineria entrando in Vaticano da porta Sant’Anna. Nell’ufficio si compilerà un modulo indicando i nomi degli sposi, la data del matrimonio e il nome della chiesa in cui verrà celebrato; si può allegare anche la partecipazione di nozze. Scelto il “modello” di pergamena tra tanti disponibili, si fa un’offerta. A questo punto si saprà il giorno in cui passare a ritirare la benedizione. Chi non può andare a Roma, trova le informazioni e i moduli necessari nel sito internet www.elemosineria.va.

di Benedetta Capelli

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