Gli occhiali di Francesco, compagni di vita

12 settembre 2014 Foto e video story

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Il Papa indossa gli occhiali per leggere, poi li ripone con cura nell’astuccio per non rovinare le lenti (credits: Getty Images)

Il Papa indossa gli occhiali per leggere, poi li ripone con cura nell’astuccio per non rovinare le lenti (credits: Getty Images)

Molti tra i lettori di questo articolo avranno messo gli occhiali iniziando a sfogliare il giornale. È un gesto consueto, al quale tutti - chi prima, chi dopo – dobbiamo abituarci poiché, come sappiamo, dopo i 40 anni i nostri occhi cominciano ad avere bisogno di aiuto per vedere bene. Ed è un gesto che abbiamo visto fare tante volte anche a papa Francesco, che poi, dopo avere letto la sua omelia o il suo discorso, toglie gli occhiali, li ripone con cura nel loro astuccio e li mette nella tasca della talare.

Eppur il Santo Padre «vede bene. Anzi, con una buona luce è in grado di leggere anche senza occhiali», dice Alessandro Spiezia, ottico romano con esperienza quarantennale. E come fa ad affermarlo con tanta sicurezza? Semplice: perché lui ha fatto gli occhiali che da qualche mese vediamo sul viso del Pontefice.

Un paio di vecchi occhiali da riparare
Siamo andati a trovarlo nel suo negozio di ottica, appena otto metri quadrati in via del Babuino a Roma, dove  Alessandro Spiezia lavora con il figlio Luca e nel quale, afferma con orgoglio, «è passato il mondo». E ha ragione, perché quando Spiezia ha iniziato l’attività 47 anni fa, il centro di Roma, dove lui vende i suoi occhiali, era anche il centro di un certo mondo. «Via del Babuino era la strada degli antiquari: gli unici negozi diversi erano il mio e quello del barbiere. Ho avuto la fortuna di fare gli occhiali a Federico Fellini, Giulietta Masina, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, al regista Luigi Magni… Ma li ho sempre trattati come tutti gli altri clienti».

Come «gli artisti di via Margutta, la strada parallela a questa», per esempio. «Ogni tanto arrivava qualcuno e mi diceva: “Alessa’, non c’ho i soldi, te posso paga’ con un quadro?”. Come facevo a dirgli di no?». E con papa Francesco com’è andata? Tutto è cominciato grazie all’amicizia tra l’ottico e monsignor Guglielmo Karcher, il cerimoniere del Pontefice . «Siamo amici da trent’anni», ricorda Spiezia. «Un giorno, poco prima dell’estate 2013, è venuto qui chiedendomi di riparare un paio di occhiali. Si era rotta una delle astine laterali. 

Immagini la mia sorpresa quando mi ha detto che erano gli occhiali di papa Bergoglio… Erano in celluloide, di poco valore, così ho pensato che non valesse la pena ripararli e ho risposto a monsignor Karcher che ne avrei fatti fare un paio nuovo e sarebbe stato il mio regalo per Francesco. Ma ha insistito, dicendo che il Papa voleva i suoi  occhiali». Una breve trattativa e Spiezia ha provveduto alla riparazione, anticipando all’amico monsignore che avrebbe comunque fatto un paio di occhiali nuovi. «Gli ho detto: se proprio non li vuole, li butteremo…».

Francesco alla fine li ha voluti. Non prima di avere insistito per pagare la riparazione degli altri, però. «Mi sembrava assurdo farlo pagare. Tra l’altro, sa quante astine ho riparato gratis in questi anni? E poi, gli ho detto: “Saranno 5 euro…». E il Papa 5 euro gli ha mandato: l’ottico li conserva nel portafoglio («E chi li spende…»), e, dopo avere ricevuto gli occhiali nuovi, anche un biglietto di ringraziamento scritto di suo pugno.

Qualche mese dopo Spiezia ha avuto modo di incontrare il Santo Padre durante un’udienza del mercoledì, alla quale ha partecipato con una delegazione di operatori del settore in occasione della festa di santa Lucia, protettrice (tra l’altro) degli occhi e degli oculisti. «Ero talmente emozionato che non sono riuscito a dirgli che ero stato io a fargli gli occhiali», ricorda ancora commosso l’ottico, che, peraltro, ha dovuto aspettare qualche mese prima di vederli indossati dal Papa. «All’inizio continuava a portare quelli che avevamo riparato. Poi, un giorno, li ho visti ed è stata una bellissima sorpresa».

Gli occhiali in questione sono quelli che il Pontefice ora usa abitualmente. «Le lenti sono multifocali, cioè correggono entrambi i suoi difetti, l’ipermetropia e la presbiopia. Ho scelto lenti Zeiss, le migliori in commercio, ma si tratta comunque di un occhiale semplice, commerciale, con la montatura “a giorno” (cioè con la parte inferiore della lente tenuta da un filo di nylon, ndr). Avevo pensato di farglieli in titanio, ma so che non avrebbe gradito, perché naturalmente sarebbe stato un prodotto più costoso e sappiamo quanto Francesco sia attento a queste cose  Però mi ha detto monsignor Karcher che, quando li ha provati, è rimasto piacevolmente colpito dalla leggerezza». Ed èquesto, probabilmente, il motivo per cui ha deciso di usarli al posto di quelli vecchi.

Noto alle spalle di Spiezia alcune fotografie incorniciate. Una è quella dell’incontro con Francesco, con il biglietto di ringraziamento; le altre due lo ritraggono con Benedetto XVI e Giovanni Paolo II: ha fatto occhiali anche a loro?
«A Ratzinger sì. A Wojtyla no, perché non ne aveva bisogno. Era ambliope, aveva cioè un occhio miope e uno ipermetrope, che si compensavano. Per questo non l’avete mai visto con gli occhiali».

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