Giubileo: le cose da sapere

20 marzo 2015 Foto e video story

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Papa Giovanni Paolo II mentre chiude la Porta Santa della basilica di San Pietro, 06/01/2001 (credits: Getty Images)

1 Che cos’è il Giubileo?
Il Giubileo è un Anno Santo di remissione dei peccati. In questo caso, “rimettere” significa rinunciare a esigere quanto è dovuto (la pena) per qualche cosa  (per il peccato compiuto). Questa nostra definizione è obbligatoriamente un po’ semplificata: avremo modo, nei prossimi mesi, di parlare a lungo del Giubileo…

Il termine “Giubileo” viene dalla parola ebraica yobel, che indicava il corno di capro il cui suono apriva, ogni 50 anni, un anno particolare per gli ebrei: era l’anno in cui veniva lasciata riposare la terra, venivano rimessi i debiti (i creditori rinunciavano
a riscuotere, insomma), erano liberati gli schiavi

Per la Chiesa cattolica, il Papa in quest’anno concede l’indulgenza plenaria “giubilare” ai fedeli che vanno a Roma e compiono certe pratiche. Il primo Giubileo fu bandito per l’anno 1300 da Bonifacio VIII (Benedetto Caetani, pontefice dal 1294 al 1303): la decisione fu presa sull’onda della preoccupazione generata dalla notizia che grandi masse di pellegrini stavano raggiungendo Roma per ottenere una non ben definita “indulgenza plenaria” di inizio secolo.

2 Che differenza c’è tra un giubileo ordinario e uno straordinario?
Il giubileo ordinario è celebrato ogni 25 anni, un intervallo stabilito da Paolo II (Pietro Barbo, 1464- 1471) quando nel 1470 indisse il Giubileo del 1475. In precedenza si celebrava ogni 100, 50 o 33 anni… Francesco ha indetto un giubileo straordinario, come Giovanni Paolo II per il 1983 e Pio XI per il 1933.

3 Quali sono le tre “caratteristiche” che identificano un Anno Santo?
Sono l’indulgenza giubilare, il pellegrinaggio (a Roma, o in altre mete specificate dalla Bolla, documento di cui parliamo nella domanda 8) e la Porta Santa.

4 Che cos’è l’indulgenza giubilare?
È l’indulgenza plenaria concessa in occasione del Giubileo al fedele che segue certi comportamenti. L’indulgenza è la remissione della pena temporale per i peccati già “perdonati” da Dio attraverso la confessione. La pena temporale è il “disordine morale” che resta in noi dopo la confessione: ci rende incapaci di aprirci totalmente alla Grazia e dunque ci “impone” di impegnarci per purificarci durante la vita terrena (e anche dopo, magari: in Purgatorio).  L’indulgenza può essere parziale (è solo un passo nel cammino di purificazione) o plenaria, totale (com’è quella giubilare).

5 A che cosa serve il pellegrinaggio a Roma?
Il pellegrinaggio è un percorso di pentimento e di preparazione al rinnovamento interiore che il fedele compie sulle orme di Gesù. È anche un itinerario “materiale”: per ottenere l’indulgenza giubilare bisogna andare pellegrini a Roma e recarsi in una delle basiliche patriarcali (San Pietro; San Giovanni in Laterano; Santa Maria Maggiore; San Paolo fuori le Mura; attenzione: possono essere indicate anche altre mete) dove si deve partecipare alla messa o a una celebrazione liturgica (lodi, vespri…), o a un “esercizio di pietà” (come la Via Crucis o il Rosario); oppure si deve restare per un certo tempo in adorazione di fronte all’Eucaristia e meditare seguendo anche un percorso di preghiera.

Il solo pellegrinaggio, però, non è sufficiente o necessario a garantire l’indulgenza. Prima di tutto il fedele deve volere l’indulgenza, poi dev’essere in stato di grazia, deve essersi completamente distaccato dal peccato, deve confessarsi, fare la comunione e pregare seguendo le intenzioni del Papa. Poi deve fare una “opera”: il pellegrinaggio in una delle “mete giubilari” è una opera di pietà, ma si possono fare – ovunque – anche opere di misericordia (visitare sofferenti, persone sole o in difficoltà…) o di penitenza (per esempio astenersi da consumi superflui).

6 Quanti pellegrini arriveranno a Roma?
Una previsione fatta poco dopo l’annuncio di papa Francesco parla di 30 milioni di pellegrini.

7 Cos’è la Porta Santa? 
L’8 dicembre 2015, il rito dell’apertura della Porta Santa nella basilica di San Pietro (ma anche le altre tre basiliche patriarcali di Roma ne hanno una, come ce l’hanno anche altre chiese) farà iniziare l’Anno Santo. La Porta è il simbolo del passaggio che ogni cristiano deve fare dal peccato alla grazia, pensando a Gesù che dice «Io sono la porta» (Giovanni 10, 7).

Fino al 1975, la Porta, murata nel periodo fuori dall’Anno Santo è stata abbattuta (le prime tre martellate erano date dal papa); dal 2000 viene solo aperta, perché non è più murata fuori e dentro, ma solo dentro. L’Anno Santo si chiuderà il 20 novembre 2016 con la chiusura della Porta.

8 Dopo l’annuncio dato da Francesco, che cosa succede in pratica?
Sono già partiti i preparativi: il Papa ha affidato l’organizzazione del Giubileo al Pontificio Consiglio della Nuova Evangelizzazione, presieduto da monsignor Rino Fisichella. Il primo atto ufficiale avverrà il 12 aprile vicino alla Porta Santa in San Pietro (ancora chiusa): verrà letta la Bolla, il documento con il quale il Papa spiega le “motivazioni del Giubileo e rende anche note eventuali norme particolari per ottenere l’indulgenza.

9 L’Anno Santo sarà caratterizzato da un qualche “filo rosso” per i fedeli?
Durante l’Anno Santo, nelle domeniche del Tempo Ordinario, si leggerà il Vangelo di Luca, l’“evangelista della misericordia”, definito da Dante Alighierinarratore della mitezza del Cristo”. Nel suo Vangelo si trovano molte parabole significative sul tema della misericordia: quella della pecora smarrita che il buon pastore va a cercare o quella del padre che accoglie il figliol prodigo

10 Quando ci sarà il prossimo Giubileo?
Se non ci saranno altri Giubilei straordinari, il prossimo Anno Santo si celebrerà nel 2025.

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