Genocidio armeno: la storia del dramma

12 aprile 2015 Foto e video story

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19/09/2014 - Vaticano, Papa Francesco incontra il presidente della Repubblica di Armenia, Serz Sargsyan (credits: Agf)

19/09/2014 – Vaticano, l’incontro tra Papa Francesco e Sarz Sargsyan, presidente della Repubblica di Armenia (credits: Agf)

Le parole di papa Francesco hanno subito suscitato la reazione del governo turco che ha ritirato il suo ambasciatore presso la Santa Sede e ha convocato il Nunzio Apostolico (ossia il rappresentante del Vaticano in Turchia) di Ankara come forma di protesta.

Per il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, la parole del Pontefice sono «senza fondamento e non valgono nulla per i turchi e la Turchia».Viceversa Francesco ha mantenuto le sue posizioni durante l’omelia a Casa Santa Marta: «La Chiesa deve parlare con coraggio» ha detto.

Il 24 aprile del 1915 inizia il dramma 
Ma quando nasce lo scontro tra Turchia e Armenia? Proprio cento anni fa durante la Prima guerra mondiale: allora il territorio armeno (ora indipendente da 25 anni dopo la fine dell’Unione Sovietica di cui faceva parte) si trovava sotto l’Impero ottomano (l’attuale Turchia) che a quel tempo era governato dal movimento dei “Giovani Turchi”.

Costoro temevano che gli armeni potessero allearsi con la Russia, di cui la Turchia era nemica. Nel 1915 alcuni battaglioni armeni dell’esercito russo cominciarono a reclutare fra le loro fila connazionali, mentre l’esercito francese iniziò a sua volta a finanziare gli armeni, incitandoli alla rivolta. Nella notte tra il 23 e il 24 aprile a Costantinopoli, la capitale ottomana e oggi Istanbul, cominciarono gli arresti di politici e intellettuali armeni che furono poi deportati verso l’interno del Paese e massacrati.

Un rito brutale che proseguì per mesi: si calcola che nel “genocidio armeno” furono uccise circa 1 milione e mezzo di persone. Iniziò così la cosiddetta “diaspora armena”, ossia la fuga della popolazione all’estero.

(credits: Agf)

(credits: Agf)

Curiosità 1: cinque cose da sapere sul rito armeno
La popolazione armena, insediata dall’antichità nel Caucaso meridionale, è stata tra le prime a essere raggiunte dal messaggio cristiano.

Origini: nel 301 l’Armenia divenne la prima nazione ad adottare il Cristianesimo come religione di Stato.

Due riti: nel 451 la Chiesa armena (oggi definita ortodossa) si separò dalla Chiesa cattolica. A partire dal XVI secolo nacque, però, una Chiesa
cattolica-armena.

Il bacio: il rito armeno cattolico prevede il “bacio della pace” che viene scambiato prima della consacrazione.

Elevazione: è un momento suggestivo del rito armeno perché accompagnato da una forma di confessione in cui si alternano il celebrante, i diaconi e il coro.

L’intinzione: la comunione si fa per “intinzione”: cioè intingendo l’ostia nel vino.

Gianpiero Gamaleri

Curiosità 2: quattro armeni famosi, figli della “diaspora”

(credits: Getty Images)

(credits: Getty Images)

Cher – La cantante in realtà si chiama Cherilyn Sarkisian, suo padre era un rifugiato.

 

 

 

 

 

 

(credits: Agf)

(credits: Agf)

Paolo Kessisoglu –  L’attore è nato a Genova: il cognome è, però, di origine armeno-turca.

 

 

 

 

 

 

(credits: Agf)

(credits: Agf)

Charles Aznavour – Il papà del cantante francese era cuoco personale di un politico armeno.

 

 

 

 

 

 

(credits: Gettty Images)

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Youri Djorkaeff –  Franco-armeno, è stato un forte giocatore di calcio nell’Inter.

di Matteo Valsecchi

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