Francesco: “Più spazio alle donne nella Chiesa”

16 febbraio 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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Stavolta è (anche) una questione di articoli. Uno, in particolare: “la”, l’articolo determinativo singolare e, soprattutto, femminile che precede la parola “Chiesa”. E che specifica che la Chiesa è appunto femminile e, come tale, oggi più che mai esige «criteri e modalità nuovi affinché le donne si sentano non ospiti, ma pienamente partecipi dei vari ambiti della vita sociale ed ecclesiale». Di questa sfida non più rinviabile, papa Francesco ha parlato sabato scorso all’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura dedicata al tema “Le culture femminili: uguaglianza e differenza”.

Francesco ha respinto «il modello della subordinazione sociale della donna all’uomo, che da tempo ci siamo lasciati alle spalle, ma che non ha mai esaurito del tutto i suoi effetti negativi». Così come rifiuta anche un secondo modello «quello della pura e semplice parità, applicata meccanicamente, e dell’uguaglianza assoluta». Il Papa ha sottolineato che le donne sanno «incarnare il volto tenero di Dio, la sua misericordia, che si traduce in disponibilità a donare tempo più che a occupare spazi, ad accogliere invece che a escludere».

È auspicabile una maggiore presenza”
Però, ha aggiunto che è comunque necessario ampliare quegli “spazi” nella vita della Chiesa. «È auspicabile una presenza femminile più capillare ed incisiva nelle comunità». Allo stesso tempo ciò deve avvenire «in tanti ambiti della sfera pubblica, nel mondo del lavoro e nei luoghi dove vengono adottate le decisioni più importanti», pur mantenendo «la loro presenza e attenzione preferenziale e del tutto speciale nella famiglia».

Il genio della donna secondo francesco
Ricordiamo che il primo a parlare di genio della donna” era stato san Giovanni Paolo II nella lettera che inviò “alle donne del mondo intero” in vista della IV Conferenza Mondiale sulla Donna di Pechino, nel settembre 1995. «Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna!», aveva scritto Wojtyla, spiegando che «con la percezione che è propria della tua femminilità, tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani».

Sin dall’inizio del suo pontificato, papa Francesco ha fatto capire la sua intenzione di proseguire su questa stessa strada: anche per lui le donne rappresentano, infatti, un grande universo da tutelare e valorizzare. «Le donne sono le prime testimoni della Resurrezione », aveva detto poco dopo essere stato eletto. Qualche
mese dopo, parlando con i giornalisti sull’aereo che lo portava in Brasile per la Giornata Mondiale della Gioventù, aveva rincarato la dose: «Maria era più importante degli apostoli, dei vescovi e dei sacerdoti. La donna nella chiesa è importante. Come? Questo dobbiamo provare a spiegarlo meglio. Come introdurre nella Chiesa questo pezzo essenziale? Credo che abbiamo bisogno di una teologia profonda della donna».

Il grande valore di sensibilità e intuito
Anche perché, ha scritto lo scorso dicembre nel messaggio inviato ai partecipanti al Festival della Famiglia di Riva del Garda, «la Chiesa riconosce l’indispensabile apporto della donna nella società, con una sensibilità, un’intuizione e certe capacità peculiari che sono solitamente più proprie delle donne che degli uomini».

di Tiziana Lupi

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