Francesco agli scout: “Fate strada verso il bene comune”

15 novembre 2014 Foto e video story

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Il Pontefice ha accolto migliaia di scout cattolici per festeggiare i 60 anni dalla fondazione del movimento (credits: Agf)

Il Pontefice ha accolto migliaia di scout cattolici per festeggiare i 60 anni dalla fondazione del movimento (credits: Agf)

In questa udienza papa Francesco si fa scout per un giorno, indossando il tipico fazzolettone azzurro che sul bianco del suo abito richiama i colori dell’Argentina. In Aula Paolo VI si ricordano i 60 anni di fondazione del Movimento Adulti Scouts Cattolici Italiani, il Masci. In Vaticano la loro presenza è fe-stosa, si va dai lupetti agli esploratori fino ai capi scout e quasi tutti in mano hanno delle strisce di carta colorata – bianco, giallo e azzurro che sono i colori del Vaticano e del Masci – preparate appositamente per l’occasione.

Ma in Aula Paolo VI ci sono soprattutto tante famiglie scout, destinatarie delle parole del Papa. Francesco li ringrazia per la loro attività nella Chiesa e nella società, tutta la sua riflessione è incentrata sul concetto di “strada”, un termine proprio dello scoutismo. L’invito del Papa è quello di proseguire il cammino in famiglia, nel creato e nella città come «camminanti, non erranti e non quieti». La famiglia, cellula della società e comunità d’amore, è il luogo dove in genere si muovono i primi passi e «per un movimento come il vostro, basato sull’educazione permanente e sulla scelta educativa» sottolinea il Papa «è importante riaffermare che l’educazione in famiglia costituisce una scelta prioritaria».

Essenziale il dialogo tra i coniugi
Per i genitori poi la missione di educare trova linfa nel sacramento del matrimonio e nell’allevare i figli, il compito invece dei figli è di offrire aiuto reciproco anche ai fratelli. «Accade a volte che un bambino con il suo affetto, con la sua semplicità», aggiunge Francesco, «sia in grado di rianimare tutta una famiglia. Dialogo tra i coniugi, ascolto e confronto reciproco sono elementi essenziali perché una famiglia possa essere serena e feconda». Papa Francesco spiega poi che fare strada nel creato, dono del Signore, implica il pieno rispetto dell’ambiente nel quale si vive perché «nella natura inanimata, nelle piante e negli animali riconosciamo l’impronta del Creatore, e nei nostri simili la sua stessa immagine». Vivere a contatto con la natura significa anche contribuire a «eliminare gli sprechi di una società che tende sempre più a scartare beni ancora utilizzabili e che si possono donare a quanti sono nel bisogno».

Infine papa Francesco spiega il fare strada nella città che implica «l’essere lievito che fermenta la pasta», offrendo un «contributo per la realizzazione del bene comune». «In una società complessa e multiculturale » afferma «voi potete testimoniare con semplicità e umiltà l’amore di Gesù per ogni persona, sperimentando anche nuove vie di evangelizzazione, fedeli a Cristo e fedeli all’uomo, che nella città vive spesso situazioni faticose, e a volte rischia di smarrirsi, di perdere la capacità di vedere l’orizzonte, di sentire la presenza di Dio».

La promessa con padre Lombardi
Il Papa indica «la vera bussola da offrire a questi fratelli e sorelle » ovvero «un cuore vicino», «un cuore orientato con il senso di Dio». Infine l’invito a continuare il cammino «con speranza nel futuro», allenandosi a essere atleti del Signore – «la vostra formazione scoutistica è un buon allenamento» – ascoltando la parola di Dio, confidando in Lui, cercandolo nella preghiera, diventando «pietra viva nella comunità ecclesiale».

Dopo il Papa ha preso la parola padre Federico Lombardi che, oltre a essere direttore della Sala Stampa Vaticana, è stato per 15 anni assistente nazionale del Masci. Lui ha fatto recitare la promessa degli scout che tutti hanno detto a voce alta e con le tre dita della mano destra alzata, in ricordo della promessa, del dovere verso Dio e il re ma anche con il pollice che si unisce al mignolo a significare l’impegno a proteggere il più debole da parte del più forte. A concludere l’incontro un canto scout e la recita dell’Ave Maria guidata da Francesco, un modo per invitare tutti a mettersi sotto il manto accogliente della Vergine.

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