Francesco e il Regina Coeli del “Buon pastore”

26 aprile 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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Prima di recitare la preghiera mariana della Regina Coeli, Francesco si è rivolto ai fedeli in piazza San Pietro riprendendo il tema forte dell’omelia della messa in cui, poco prima, aveva ordinato 19 sacerdoti: come deve comportarsi un sacerdote. Anzi, come devono comportarsi tutti quelli che «hanno la missione di guide nella Chiesa: sacerdoti, vescovi, papi».

Il consiglio del Santo Padre è semplice e chiarissimo: «Essi sono chiamati ad assumere non la mentalità del manager, ma quella del servo, a imitazione di Gesù che, spogliando se stesso, ci ha salvati con la sua misericordia. A questo stile di vita pastorale, di buon pastore, sono chiamati anche i nuovi sacerdoti della diocesi di Roma, che ho avuto la gioia di ordinare questa mattina».

E a questo punto i fedeli hanno avuto una grande sorpresa. Presentati da Francesco, infatti, si sono affacciati alla finestra dell’ufficio papale nel Palazzo apostolico proprio due dei neo-sacerdoti, don Antonio Elia Del Prete e don Davide Maria Tisato,emozionatissimi.

Terminata la liturgia in San Pietro, don Antonio e don Davide avevano chiesto se era possibile accompagnare il Papa al Palazzo, immaginandosi di poter pregare con lui restando in disparte nell’ufficio. E invece Francesco li ha voluti accanto a sé al momento della benedizione.

Dopo la preghiera, Francesco ha rivolto un pensiero di affetto e  vicinanza alla popolazione del Nepal, il Paese appena devastato da un terremoto terribile (vedi in fondo al testo): «Prego per le vittime, i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità. Abbiano il sostegno della solidarietà fraterna». E come spesso accade ha concluso il suo appello con una commossa Ave Maria, recitata da tutta la piazza.

(credits: Agf)

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Francesco prega per i terremotati del Nepal
Il Nepal, Paese nel cuore dell’Asia, celebre per le vette dell’Himalaya (l’Everest, montagna più alta del mondo, è al confine tra Nepal e Cina), è stato devastato sabato 25 aprile da un terrificante terremoto.

Le vittime accertate sono più di 4.200, ma le ricerche tra le macerie dei tantissimi villaggi rasi al suolo sono complicate: c’è chi prevede un bilancio di più di 6mila morti. Fra le vittime quattro italiani, due alpinisti e due speleologi, tutti trentini. Il terremoto è stato di magnitudo 7.9: quello dell’Aquila nel 2009 fu di magnitudo 6.3, mentre quello in Irpinia del 1980 fu di magnitudo 6.9.

 

 

di Benedetta Capelli

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