Francesco riceve i medici cattolici in udienza

6 giugno 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Discorso breve ma densissimo quello di papa Francesco alla delegazione della Federazione internazionale delle Associazioni dei medici cattolici (Fiamc) ricevuta lunedì 28 maggio nella Sala dei Papi del Palazzo Apostolico.

Il Papa ha subito ricordato ai medici della Fiamc che non sono medici qualunque: «La vostra qualifica di “medici cattolici” vi impegna a una permanente formazione spirituale, morale e bioetica per mettere in atto i principi evangelici nella pratica medica, partendo dal rapporto medico-paziente fino ad arrivare all’attività missionaria per migliorare le condizioni di salute delle popolazioni nelle periferie del mondo». 

Essere medici cattolici, poi, non vuol dire “fare squadra” a sé: «L’identità cattolica non compromette la vostra collaborazione con coloro che, in una diversa prospettiva religiosa o senza un credo specifico, riconoscono la dignità e l’eccellenza della persona umana quale criterio della loro attività».

Francesco infine ribadisce le posizioni della Chiesa sulla tutela della vita, sia “nascente” sia al tramonto: «Anche il campo della medicina non è stato risparmiato dall’avanzata del paradigma culturale tecnocratico, dall’adorazione del potere umano senza limiti e da un relativismo pratico, in cui tutto diventa irrilevante se non serve ai propri interessi…

Va contrastata la tendenza a svilire l’uomo malato a macchina da riparare, senza rispetto per principi morali, e a sfruttare i più deboli scartando quanto non corrisponde all’ideologia dell’efficienza e del profitto… Non manchi la vostra sollecitudine anche a difesa della libertà di coscienza… Non è accettabile che il vostro ruolo venga ridotto a quello di semplice esecutore della volontà del malato o delle esigenze del sistema sanitario in cui lavorate».

di Enrico Casarini

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