Il “Presepio in Opera” in piazza San Pietro

19 dicembre 2014 Foto e video story

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Dicembre 2013 - Città  del vaticano, piazza San Pietro,il presepe e l' albero di Natale (AGF)

Dicembre 2013 – Città del vaticano, piazza San Pietro,il presepe e l’ albero di Natale (AGF)

Pochi ritocchi, prove generali, piccoli aggiustamenti e operai sempre al lavoro in piazza San Pietro in vista di venerdì 19 dicembre quando si accenderà l’albero di Natale, donato dalla Calabria, e si inaugurerà il presepe, regalato quest’anno da Verona.

«È un grande orgoglio per la città», racconta l’architetto Graziano Gabaldo, consulente della Fondazione Verona per l’Arena. Proprio quest’ultima, insieme alla diocesi della città, ha provveduto a regalare ai tanti pellegrini che giungeranno in Vaticano nelle prossime settimane una rappresentazione della Natività ispirata all’opera lirica Elisir d’amore di Gaetano Donizetti.

Il collegamento con la lirica
Il nome dato all’allestimento – un’opera di quasi 30 metri di larghezza per 12 di profondità e otto metri circa di altezza – è “Presepio in opera”, “in opera” perché richiama la lirica, ma anche il messaggio universale, concreto e rassicurante che arriva dal presepe.

«La peculiarità di questo presepe nato dall’idea del segretario generale della Fondazione Verona per l’Arena, Alfredo Troisi» ci dice l’architetto Gabaldo «è stata quella di coniugare la tradizione e l’opera lirica propria della nostra città con il presepe».

Da trentuno anni il capoluogo veneto ospita la Rassegna internazionale del presepio nell’arte e nella tradizione, una kermesse che vede la partecipazione degli artisti di tutto il mondo e in particolare dei maestri spagnoli e napoletani, vere eccellenze nel settore.

Quattordici statue a grandezza naturale
Per quello di piazza San Pietro si è partiti dalla scenografia realizzata da Francesco Canessa per Elisir d’amore di Gaetano Donizetti e poi si è cercato di adattarla allo spazio antistante l’obelisco.

«È stata poi aggiunta una quinta» afferma l’architetto «perché il presepe è di per sé un’opera teatrale e si valorizza nella parte frontale, ma era necessario occuparsi anche del retro che in teatro non si vede. La quinta realizzata a tre lati ha una profondità di due metri, un’altezza di sei e una lunghezza di 30, nella parte interna viene rappresentato il cielo all’alba e nella parte retrostante c’è un’opera collocata nei Musei vaticani, Angeli musicanti di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccia».

Dunque è stato un lavoro di concertazione tra il Vaticano e la città di Verona che si è avvalsa anche della collaborazione di una importante famiglia toscana: i Fontanini, dal 1908 producono presepi per tutto il mondo.

«Sono dei grandi professionisti» continua Gabaldo «hanno realizzato 14 statue a grandezza naturale, ognuna curata nei minimi dettagli. Altre otto statue saranno alte un metro e mezzo, poi ci saranno otto pecore e quattro agnelli, sempre a grandezza naturale, un carro agricolo collocato sul retro e 3 ulivi veri provenienti dalle campagne del Viterbese. La Sacra Famiglia sarà posta in un alloggio di fortuna, collocato al di sotto di un terrazzo che, nell’opera teatrale era l’ingresso di un’osteria».

L’omaggio del papa il 31 dicembre 
Per sostenere tutto l’allestimento, in piazza San Pietro sono arrivati 600 quintali di sassi, ma anche pietrisco e palladiana in porfido per la pavimentazione della strada del presepe.

Poi, un light-designer, un architetto specializzato nell’illuminazione di ambienti, ha provveduto a dare luce a tutta la scena dominata da due palazzi – uno alto sette metri e mezzo e l’altro quasi sei metri e mezzo – e soprattutto alla Natività che papa Francesco omaggerà la sera del 31 dicembre subito dopo la celebrazione del Te Deum.

Un omaggio alla luce del presepe che è la luce di Cristo, «luce nell’anima e nel cuore» ha detto papa Bergoglio accendendo qualche giorno fa a distanza l’albero di Gubbio (il più grande del mondo) «luce nelle vostre famiglie e nelle vostre città».

di Benedetta Capelli

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