Francesco: “L’uomo e la donna sono immagine di Dio”

24 aprile 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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Il tema al centro della catechesi di papa Francesco, all’udienza generale in piazza San Pietro, è all’apparenza semplice: la creazione dell’uomo e della donna, così come raccontato nel Libro della Genesi.

Tuttavia Bergoglio ha voluto affrontarlo inserendosi nella più stretta attualità e parlando, con il suo modo semplice e diretto, della teoria del “gender” (in inglese significa “genere”) che, da tempo, contrappone le piazze delle cosiddette “Sentinelle in piedi” (un movimento nato in Francia per sostenere le unioni tra uomo e donna) e le associazioni che difendono i diritti delle coppie omosessuali.

Francesco si interroga con profondità: «Io mi domando se la cosiddetta teoria del gender non sia espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro». Le sue parole arrivano dopo aver ricordato che «uomo e donna sono immagine di Dio» sia nella loro singolarità che nel loro essere coppia.

Con la reciprocità si cresce meglio
«L’esperienza ce lo insegna: per conoscersi bene e crescere armonicamente l’essere umano ha bisogno della reciprocità tra uomo e donna. Quando ciò non avviene, se ne vedono le conseguenze. Possiamo dire che senza l’arricchimento reciproco in questa relazione – nel pensiero e nell’azione, negli affetti e nel lavoro, anche nella fede – i due non possono nemmeno capire fino in fondo che cosa significa essere uomo e donna».

Eppure, insiste il Papa «la cultura moderna ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo».

Parlarsi di più per capirsi meglio È, dunque, questa messa in discussione assoluta che favorisce la confusione. «La rimozione della differenza, infatti, è il problema non la soluzione». Pertanto è necessario discutere e incontrarsi.

«Per risolvere i loro problemi di relazione, l’uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più. Devono trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita.

Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, lo è per tutti, non solo per i credenti. Vorrei esortare gli intellettuali a non disertare questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta».

È l’appello a centrare il problema, a percorrere insieme la strada perché altrimenti si rischia di inaridire «il mondo degli affetti » e oscurare «il cielo della speranza». Non si può permettere il fallimento dell’alleanza tra l’uomo e la donna, sancita da Dio.

È, però, importante agire su due fronti. «È indubbio che dobbiamo fare molto di più in favore della donna», che la sua voce «abbia un peso reale, un’autorevolezza riconosciuta, nella società e nella Chiesa. La donna sa vedere le cose con altri occhi che completano il pensiero degli uomini. Una strada da percorrere con più creatività e audacia».

Altro punto centrale è il tema dell’uomo e della donna creati a immagine di Dio. «Mi chiedo se la crisi di fiducia collettiva in Dio, che ci fa tanto male, non sia anche connessa alla crisi dell’alleanza tra uomo e donna». Su questo versante è urgente l’impegno della Chiesa e delle famiglie credenti nel far riscoprire la bellezza del disegno di Dio.

Preghiera speciale per tutti i cristiani
Per il resto, la piazza è stata animata dal consueto colore, dall’affetto e dalle emozioni dei fedeli. Per ben due volte Francesco ha scambiato la papalina e salutato con affetto i bimbi piccoli.

È stata un’udienza toccante soprattutto per i famigliari spagnoli di alcune vittime dell’aereo della strong>Germanwings, schiantatosi sulle Alpi francesi lo scorso 24 marzo; e per il marito e la figlia di Asia Bibi, la giovane pachistana condannata a morte perché accusata di blasfemia, da sei anni in prigione.

Al Papa hanno consegnato un messaggio di Asia Bibi: la preghiera di tutti i cristiani perseguitati. Per loro Francesco, ormai da tempo, ha levato la sua voce squarciando un assordante silenzio.

di Benedetta Capelli

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