Francesco e le emozioni del viaggio in Asia

20 gennaio 2015 Foto e video story

tweet
Francesco mentre saluta la folla dei fedeli in Sri Lanka (credits: Getty Images)

Il Santo Padre mentre saluta la folla dei fedeli in Sri Lanka (credits: Getty Images)

Un’altra chiacchierata di un’ora con i giornalisti che lo accompagnano sul volo papale. Francesco si intrattiene così nel viaggio di rientro da Manila a Roma al termine della trasferta in Sri Lanka e Filippine. Un’occasione per aprire ancora una volta il suo cuore e raccontare tutte le emozioni vissute durante la settimana appena conclusasi, toccando alcune delle tematiche emerse durante le giornate asiatiche. Prima fra tutte quella della corruzione.

Siamo peccatori, ma mai corrotti!” Francesco ha raccontato un tentativo di corruzione che ricevette quando era arcivescovo di Buenos Aires: «Mi sono chiesto: “li insulto e gli dò un calcio dove non batte mai il sole oppure faccio lo scemo?”. E ho fatto lo scemo». E ha raccomandato: «Ricordiamoci questo: peccatori sì, corrotti mai. Dobbiamo chiedere perdono, quei cattolici, quei cristiani che scandalizzano con la loro corruzione sono una piaga della Chiesa».

L’intervista in aereo è anche l’occasione per chiarire la sua posizione sulle vignette satiriche del settimanale francese Charlie Hebdo, dopo le polemiche suscitate dalla battuta rilasciata nella sua precedente intervista («se qualcuno insulta mia madre gli do un pugno»): «In teoria possiamo dire che una reazione violenta davanti a un’offesa non è una cosa buona. In teoria possiamo dire che dobbiamo porgere l’altra guancia.. Ma siamo umani e c’è la prudenza che è una virtù della condizione umana. Non posso insultare e provocare una persona perché rischio di farla arrabbiare, rischio di ricevere una reazione non giusta. È umano».

Ha parlato di vita e di contraccezione
Francesco torna su un tema emerso nel corso del viaggio nelle Filippine: l’apertura delle famiglie alla vita e la contraccezione. Il Pontefice ribadisce che «se manca l’intenzione di apertura alla vita il matrimonio è nullo». Occorre, però, l’esercizio di una maternità e paternità responsabili: «Alcuni credono che per essere buon cattolici occorre essere come conigli», dice. Ma non è così:

«Tempo fa in parrocchia ho incontrato una donna che era all’ottava gravidanza e aveva già avuto sette parti cesarei. L’ho rimproverata e le ho detto: lei vuole lasciare dei figli orfani. Smetta di fare figli». Il Papa non apre all’uso dei contraccettivi, ma invita con decisione alla responsabilità. E ricorda le indicazioni di Paolo VI nell’enciclica Humanae Vitae. Ricorda Bergoglio, Montini «ha confermato il sì alla vita e il no alla pillola, tuttavia ha invitato sacerdoti e confessori a valutare i singoli casi, i problemi e le condizioni personali, per accompagnare le persone».

Mentre dice questo, l’A330 delle Philippines Airlines sorvola la Cina. E Francesco spiega perché non ha ricevuto il Dalai Lama (leader della comunità buddista): «La Segreteria di Stato non riceve persone di quel livello quando sono a Roma per un’altra riunione. Qualcuno ha scritto che non l’ho ricevuto a causa della Cina. Ma lui ha chiesto e abbiamo spiegato il protocollo. Il motivo non è stato il rifiuto della persona o la paura della Cina. Siamo aperti e vogliamo la pace con tutti». Quanto ai rapporti con il governo cinese Bergoglio fa una battuta: «È educato, noi siamo educati e facciamo le cose passo passo. Sanno che io sono disposto a ricevere o ad andare».

“A Tacloban il momento più forte
Il Santo Padre confessa, poi, le emozioni che ha provato durante la visita dello Sri Lanka e delle Filippine: «A Tacloban è stato un momento molto forte. Mi ha colpito vedere tutto il popolo di Dio pregare. Al momento della messa mi sono sentito come annientato, quasi non mi veniva la voce. Non so cosa mi è successo, forse l’emozione, ero come annientato».

Allo stesso tempo, però, «uno dei cerimonieri mi ha raccontato che è stato molto edificato perché i ministranti (chierichetti, ndr) sotto quella pioggia non avevano mai perso il sorriso. La loro gioia non era finta. Non era un sorriso dipinto. Un sorriso che veniva dal cuore».

Francesco rivela che lo hanno molto colpito nei filippini «la gioia e l’allegria, la loro capacità di far festa». E, insieme, la «loro capacità di soffrire, di rialzarsi e andare avanti». Tra i tanti gesti di questo viaggio, lo ha molto «commosso» il gesto «dei papà quando alzavano i bambini perché il Papa li benedicesse. Come se loro dicessero questo è il mio tesoro, il mio futuro, il mio amore, per questo vale la pena lavorare e soffrire».

Riferimenti alla Cina e al viaggio
Infine Francesco annunica i viaggi futuri. Il prossimo, in primavera, dovrebbe essere in America Latina toccando Bolivia, Ecuador e Paraguay. A metà settembre sarà negli Stati Uniti per partecipare all’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, all’incontro mondiale delle famiglie a Philadelfia e la visita al presidente Barack Obama. In autunno il Papa si recherà per la prima volta in Africa, in Repubblica Centroafricana e Uganda. Nel 2016 tornerà in Sudamerica per l’atteso viaggio in Argentina, Cile e Paraguay.

TAG

, , , , , , , , ,

VEDI ANCHE