Francesco: “Rispettiamo la Terra, madre di tutti noi”

8 febbraio 2015 Foto e video story

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La sala dove è stato proiettato il messaggio del Papa visibile in un grande schermo (credits: Agf)

La sala dove è stato proiettato il messaggio del Papa visibile in un grande schermo (credits: Agf)

Una frase che colpisce duro e ci mette di fronte a una drammatica esigenza di cambiamento: «Questa economia uccide». Papa Francesco lo aveva già scritto nell’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”. E proprio quelle parole sono state il cuore del videomessaggio che il Pontefice ha inviato per il convegno intitolato “Idee di Expo”, svoltosi sabato scorso all’Hangar Bicocca di Milano come tappa di avvicinamento all’imminente Esposizione Universale in programma nel capoluogo lombardo.

Restituire la dignità a tutte le persone
Di fronte a 500 esperti e alle autorità nazionali, tra cui il presidente del consiglio Matteo Renzi, Francesco ha fatto una profonda riflessione sul tema che caratterizza l’Expo: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Il Papa ha, innanzitutto, rievocato il suo intervento alla Fao dello scorso 20 novembre: «In occasione della mia visita ricordavo come, oltre all’interesse per la produzione, la disponibilità di cibo e l’accesso a esso, il cambiamento climatico, il commercio agricolo che sono questioni ispiratrici cruciali, la prima preoccupazione dev’essere la persona stessa, quanti mancano del cibo quotidiano e hanno smesso di pensare alla vita».

L’urgenza principale è, dunque, quella di una più equa ridistribuzione delle risorse alimentari. E il Santo Padre ha citato un famoso pensiero di Giovanni Paolo II: «Nonostante il moltiplicarsi degli interventi della comunità internazionale, viviamo quello che il santo papa Giovanni Paolo II indicava come “paradosso dell’abbondanza”. Infatti, c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare. Mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi. Purtroppo questo paradosso continua a essere attuale».

Ma allora dove è possibile individuare una risposta che ci consenta di superare questa situazione definita, appunto, “paradossale”? La troviamo al centro dell’appello che Francesco ha rivolto a Renzi e agli altri presenti: «Abbiate uno sguardo e un cuore orientati non a un pragmatismo emergenziale che si rivela provvisorio, ma a un orientamento nel risolvere le cause strutturali della povertà. Ricordiamoci che la radice di tutti i mali è l’iniquità». Bisogna, perciò, rimettere al centro dell’azione politica ed economica l’uomo: quello che conta sono la «dignità della persona umana e il bene comune».

Così il Papa ci ha ricordato come noi siamo custodi e non padroni della Terra: «Non è un’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri genitori, ma un prestito che fanno i nostri figli a noi, perché noi la custodiamo e la facciamo andare avanti. E per riportarla a loro. La Terra è generosa e non fa mancare nulla a chi la custodisce. La Terra, che è madre per tutti, chiede rispetto e non violenza o peggio ancora arroganza da padroni!».

di Matteo Valsecchi

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