Francesco e il dono delle lacrime

26 febbraio 2015 Foto e video story

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(credits: Agf)

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Il dono delle lacrime serve al cuore che vuole intraprendere un cammino di conversione. È una semplice frase in cui si condensa, però, tutto il senso della Quaresima secondo Francesco. Il periodo di sacrificio che conduce alla Pasqua è, infatti, cominciato: aperto dal Mercoledì delle Ceneri e dalla processione penitenziale da Sant’Anselmo alla basilica di Santa Sabina.

Rievocata la storia del profeta Gioele
Proprio qui si è svolta la messa con l’imposizione delle Ceneri. Una liturgia inaugurata dalla rievocazione del profeta Gioele, inviato da Dio per richiamare alla conversione con preghiere e digiuni, dopo l’invasione di cavallette che aveva devastato la Giudea. «Ritornate a me con tutto il cuore», parole che il Papa riprende per ricordare «l’itinerario spirituale più intimo» a cui siamo chiamati. Ai sacerdoti Gioele, però, chiede un passo in più: la preghiera con le lacrime.

«Chiedere il dono delle lacrime, così da rendere il nostro cammino di conversione sempre più autentico e senza ipocrisia. Ci farà bene farci la domanda: “Io piango? Il Papa piange? I cardinali piangono? I vescovi piangono? Il pianto è nelle nostre preghiere?». Ed ecco la richiesta del Papa: piangere nel segreto, senza ostentazione come chiede il Signore, senza «suonare la tromba come fanno gli ipocriti». Dice il Santo Padre: «Sapete, fratelli, che gli ipocriti non sanno piangere, hanno dimenticato come si piange, non chiedono il dono delle lacrime». Parole sussurate con solennità.

“Dio non si stanca di avere misericordia”
Francesco nella sua veste viola, il colore della penitenza nella Chiesa, ha un tono fermo, soprattutto quando rimarca che «il Signore non si stanca mai di avere misericordia di noi» e ogni volta offre il suo perdono per «tornare a Lui con un cuore nuovo, purificato dal male, purificato dalle lacrime, per prendere parte alla sua gioia».

L’imposizione delle Ceneri è il primo momento del cammino: è il riconoscere che siamo «creature limitate, peccatori sempre bisognosi di penitenza e di conversione». Ma è proprio in quel gesto che si inizia il viaggio verso le braccia di Dio, padre tenero e misericordioso. E così anche il Papa china il capo al cardinale Josef Tomko, titolare della basilica di Santa Sabina, per offrire a Gesù l’inizio di un cammino verso un cuore nuovo.

 

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