Francesco: “Dio è amore, le divisioni vengono dal male”

24 giugno 2014 Foto e video story

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Il Santo Padre ha annunciato un viaggio in Albania a settembre (credits: Getty Images)

Il Santo Padre ha annunciato un viaggio in Albania per il prossimo settembre (credits: Getty Images)

Un acquazzone ha reso il cielo più limpido e chiaro, non c’è più l’afa dei giorni passati. Piazza San Pietro è sempre colma di pellegrini e romani che arrivano in Vaticano per salutare papa Francesco all’Angelus, il primo dopo la Pentecoste. Ci sono le bandiere delle Acli, Associazioni Cristiane Lavoratori, gli striscioni del Gruppo IDI Sanità di Roma e del Movimento pro Sanctitade, in piazza per il centenario della nascita del loro fondatore, il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta. A loro il Papa rivolgerà un caloroso pensiero al termine dell’Angelus.

La sorpresa vera arriva ai saluti finali dopo la preghiera mariana quando annuncia un nuovo viaggio. Il 21 settembre, per un giorno solo, sarà a Tirana, in Albania, «per confermare nella fede la Chiesa e testimoniare il mio incoraggiamento a un Paese che ha sofferto a lungo in conseguenza delle ideologie del passato».

Pensiero speciale per le badanti
La terra natale di Madre Teresa di Calcutta era già stata visitata da Giovanni Paolo II nel 1993, due anni dopo lo sbarco di migliaia di albanesi sulle coste italiane, allora il Papa santo offrì il sostegno del la Chiesa nella costruzione di una società democratica «sul sentiero della libertà e della solidarietà».

Nel cuore di Francesco c’è pure la grave situazione che si vive in Iraq, sconvolto dalle violenze, ci sono le vittime e «le molte persone, tra cui tanti cristiani, che hanno dovuto lasciare la propria casa». Da qui l’invito alla preghiera e l’auspicio per la popolazione perché si raggiunga «la sicurezza e la pace e un futuro di riconciliazione e di giustizia dove tutti gli iracheni,
qualunque sia la loro appartenenza religiosa, possano costruire insieme la loro patria, facendone un modello di convivenza».

Poi il Papa recita la preghiera dell’Ave Maria per l’Iraq e tutta la piazza segue con raccoglimento. In pochi minuti il clima cambia e l’angoscia per l’Iraq lascia spazio alla gioia del “pensiero speciale” di Francesco per le badanti e le collaboratrici domestiche, provenienti da tante parti del mondo. «Svolgono un servizio prezioso nelle famiglie specialmente a sostegno degli anziani e delle persone non autosufficienti. Tante volte noi non valorizziamo con giustizia il grande e bel lavoro che fanno loro nelle famiglie. Grazie tante, a voi».

Prima della recita dell’Angelus, il Pontefice si era soffermato sulla solennità della Trinità, nella quale si riconosce il modello della Chiesa, «nella quale» afferma «siamo chiamati ad amarci come Gesù ci ha amato». È «l’amore» aggiunge il Papa «il segno concreto che manifesta la fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo». Questo è il segno distintivo del cristiano e perciò è una contraddizione «pensare a cristiani che si odiano». Sono le divisioni che vengono dal male, il demonio – sottolinea Francesco – semina sempre la zizzania dell’odio perché non conosce l’amore di Dio.

«Il dinamismo della Trinità spiega - è un dinamismo di amore, di comunione, di servizio reciproco, di condivisione» e poi aggiunge che «una persona che ama gli altri per la gioia stessa di amare è riflesso della Trinità. Una famiglia in cui ci si ama e ci si aiuta gli uni gli altri è un riflesso della Trinità».

La processione con il santissimo
«Una parrocchia in cui ci si vuole bene e si condividono i beni spirituali e materiali è un riflesso della Trinità» ricorda papa Francesco. Il Pontefice ricorda anche la prossima festa del Corpus Domini, che arriva proprio dopo la solennità della Trinità, e ricorda a tutti la messa che sarà celebrata nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

«Faremo la processione con il Santissimo Sacramento. Invito i romani e i pellegrini a partecipare per esprimere il nostro desiderio di essere un popolo adunato nell’unità del Padre e del figlio e dello Spirito Santo».

di Benedetta Capelli

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