Francesco e la statua di San Giuseppe

26 febbraio 2015 Foto e video story

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(credits: Agf)

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Il 21 settembre del 1953 a Buenos Aires nel barrio di Flores c’è un ragazzo di diciassette anni che entra nella chiesa di quartiere intitolata a San José (ossia san Giuseppe). E lì, dopo aver parlato con il parroco don Carlos, decide di affidare la propria vita a Dio e diventare prete. Una storia che ormai conosciamo bene: è quella del giovane Jorge Mario Bergoglio e della scoperta della vocazione.

Da allora, da quel momento così importante per il suo futuro, tra Francesco e san Giuseppe esiste un legame speciale. In uno straordinario gioco delle coincidenze, il suo Pontificato iniziò solennemente il 19 marzo del 2013: proprio quando si celebra il Santo nel giorno della Festa del papà. E quindi non è un caso che nel suo studio, la stanza 201 di Casa Santa Marta , ci siano ben due statuine che raffigurano il padre putativo di Gesù Cristo, una a fianco all’altra.

Una immagine cui non siamo abituati
La prima è quella classica che conosciamo tutti, mentre ben più particolare è la seconda (la foto è stata pubblicata sul sito argentino Arroyodiario.com.ar): è la statua del cosiddetto “San Giuseppe Addormentato”. Una rappresentazione a cui di certo non siamo abituati, ma che, invece, ha un riferimento evangelico ben preciso. Infatti è mentre dorme, in sogno, che Giuseppe riceve i messaggi dal Cielo che lo tranquillizzano sulla fedeltà di Maria, che gli consigliano il nome da dare al Bambino e soprattutto che lo avvisano sulle intenzioni di re Erode il quale ha ordinato di uccidere i neonati maschi nel territorio di Betlemme.

È arrivato in italia da Buenos Aires 
Questa statua si trova su un cassettone alla destra della scrivania di Francesco. È di legno, lunga circa quaranta centimetri: il Santo veste un abito di colore verde scuro e rosso, caratterizzato ad alcuni decori dorati. Un’iconografia che in Sud America è assai comune. Francesco l’aveva con sé nell’ufficio presso la Curia di Buenos Aires ed è uno dei pochi oggetti che ha fatto portare in Vaticano dall’Argentina.

Un viaggio che, in realtà, non andò del tutto liscio: durante il trasporto la statuina subì un colpo molto forte che ne ruppe il capo e lo separò dal resto del corpo. È stato, però, solo un piccolo incidente a cui Francesco ha poi posto rimedio facendo lo rincollare. Una statua simile si trovava anche nella stanza dove Bergoglio ha vissuto per 18 anni all’interno del Collegio Maximo di San Miguel di cui era rettore.

Gli affida preghiere e richieste dei fedeli 
Sotto il San Giuseppe Addormentato ci sono alcuni fogli. Si tratta di documenti importanti su cui il Papa di solito lavora, ma anche lettere di fedeli e le sue stesse richieste di grazia al Santo. Insomma, tutto ciò per cui è necessario un aiuto dall’alto… In effetti qualche settimana dopo l’elezione, Francesco parlando di Giuseppe a uno dei suoi collaboratori aveva detto con una battuta: «Sai… con questi falegnami bisogna avere pazienza: dicono che ti faranno un mobile in due settimane, poi magari ci mettono un mese. Ma te lo fanno, e lavorano bene! Solo bisogna avere pazienza».

di Matteo Valsecchi

Curiosità: l’immagine classica di Giuseppe col bambino
L’altra statua di san Giuseppe nello studio di Francesco è quella tradizionale. Un’immagine che ha alcuni elementi importanti. Il Bambino in braccio che sottolinea il ruolo paterno di Giuseppe e i doveri di protettore e custode. I colori dei vestiti: in genere la tunica viola indica la resurrezione eterna, il mantello giallo l’unione dell’anima a Dio. Infine c’è il giglio. È il simbolo di purezza e verginità. E richiama i gigli del campo citati nel Vangelo di Matteo come segno di totale affidamento a Dio, come fece Giuseppe accettando Maria incinta dello Spirito Santo.

 

 

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