Flavio Insinna e il suo Natale solidale

31 dicembre 2014 Foto e video story

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Nel tempo molti si sono alternati: da quando, oltre trent’anni fa, a Roma, la Comunità di Sant’Egidio ha cominciato a organizzare il pranzo di Natale per le persone in difficoltà, a servire alla tavola imbandita allestita
nella basilica di Santa Maria in Trastevere si sono visti diversi volti noti. Una volta un ministro, una volta (come quest’anno) il sindaco di Roma, un’altra volta ancora qualche volto dello spettacolo. Lui, invece, da qualche anno non manca mai. E, puntuale come sempre, anche il 25 dicembre scorso Flavio Insinna si è presentato all’appuntamento con la solidarietà targato Comunità di Sant’Egidio, pronto a servire lasagne, cotechino con lenticchie e panettone a chi, altrimenti, mai avrebbe avuto la possibilità di fare un pranzo di Natale. Tanti, sempre di più, a sentire il fondatore della Comunità ed ex ministro Andrea Riccardi, che ha parlato di circa cinquecento persone sedute quest’anno alla tavola imbandita di Sant’Egidio, dieci volte quelle dell’esordio dell’iniziativa che, trentatré anni fa, vide “solo” quarantacinque persone partecipare al pranzo. Insinna, dicevamo, è un habitué dell’incontro natalizio che quest’anno, come già qualche volta in passato, ha voluto bissare partecipando anche al pranzo (organizzato sempre dalla Comunità di Sant’Egidio) per i detenuti del carcere romano di Regina Coeli. Di queste partecipazioni, con cui prova a portare un po’ di allegria e spensieratezza a chi troppo spesso non trova più motivi per averne, l’attore e conduttore romano preferisce non parlare con i giornalisti. Sono cose che, quando ci riesce, fa lontano dai riflettori, forse memore dell’insegnamento di Gesù: “Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta” (Mt 6, 3). Il valore della condivisione gliel’hanno insegnato i suoi genitori, fin da piccolo, e lui non l’ha dimenticato soprattutto ora che è un personaggio famoso perché, come ha dichiarato in occasione dell’asta benefica del suo programma “Affari tuoi”, spendersi per chi è in difficoltà rappresenta per lui «un modo per rimettere in circolo tutto l’affetto che ricevo ogni giorno in maniera tangibile». Per questo, invece che sedersi a tavola con amici e parenti, trascorre due giorni di festa a servire il pranzo a persone in difficoltà, qualsiasi esse siano, che una volta tanto non si sentono trascurate. A volte basta poco, solo un sorriso, e Flavio Insinna di sorrisi ne ha da vendere. Anzi, da regalare.

di Tiziana Lupi

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