I filippini d’Italia: “Grazie mille Papa Francesco”

29 gennaio 2015 Foto e video story

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Le bandiere dei filippini a Roma durante l’Angelus (credits: Getty Images)

Le bandiere dei filippini a Roma durante l’Angelus (credits: Getty Images)

Una frase che racconta tutto l’affetto di papa Francesco per le Filippine: «È stata una gioia per me stare in quel Paese, per ascoltare le loro speranze e le loro preoccupazioni. Ho voluto offrire a essi il mio incoraggiamento per i loro sforzi nel contribuire al rinnovamento della società». Lo ha ribadito il Pontefice durante l’udienza di questa settimana. Sì, possiamo dirlo: il Santo Padre si è innamorato del paese asiatico, della gente, delle tradizioni, della fede. Un amore reciproco!

Le parole del console filippino
Un feeling che non si è esaurito con il ritorno del Papa in Italia. Infatti qui da noi la popolazione dell’arcipelago asiatico rimane in fermento: d’altronde i filippini rappresentano la settima comunità per numero di presenze tra i cittadini extracomunitari che risiedono regolarmente nel nostro Paese. Abbiamo così incontrato il console generale filippino a Milano, Marichu Mauro che ci ha raccontato le sue emozioni nel vedere Francesco tra la propria gente: «Siamo così orgogliosi che sia venuto nelle Filippine! Le sue parole, gli incontri con i poveri e i sofferenti hanno ispirato tanto anche noi che viviamo in Italia. Oggi ci sentiamo più rappresentati nel mondo».

Facile dire quale sia stato il momento più emozionante: «Quando si è recato a Tacloban per vedere i sopravissuti del tifone Yolanda. Come sapete ha dovuto
anticipare il rientro a Manila per l’arrivo di una tempesta tropicale e sul suo viso si leggeva tutta la tristezza per questa forzatura. Mi ha commosso!». Un’ultima considerazione è rivolta al cardinale Tagle: «Lo amiamo tanto, perché condivide la stessa idea di Francesco di Chiesa che deve stare vicina agli ultimi».

“la nostra fede è simile alla vostra”
Proprio a Milano, che insieme Roma ospita oltre il 50% dei filippini italiani, ogni domenica si svolge una messa in Tagalog (la lingua madre filippina) alla basilica di San Lorenzo Maggiore. Ad accogliere i fedeli ci sono don Emilio Santos, e Tess Daag, presidente della comunità. «Mi ricordo che vent’anni fa ero a Manila quando Giovanni Paolo II celebrò quella messa con 4 milioni di persone» racconta don Emilio. «Eppure Francesco è riuscito a fare ancora di più: 7 milioni di filippini ».

Gli fa eco Tess: «Noi siamo un popolo religioso e forse anche per questo ci troviamo così bene in Italia. La nostra fede è la vostra fede». Don Emilio ha trovato nelle parole pronunciate dal Santo Padre preziosi spunti: «A Manila ha parlato dei bambini di strada, del rapporto tra marito e moglie, del rispetto per i nonni. Tutte cose che ribadisco nelle mie omelie». E ancora una volta a colpire è l’umiltà di Francesco. Don Emilio prende in mano il numero scorso di Il mio Papa e dice: «Guardate questa foto. Il Papa con un impermeabile, uguale a quello della gente comune. È un uomo che si mette al livello di tutti».

di Matteo Valsecchi

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