Fatima, da qui la Madonna protegge il mondo

30 luglio 2014 Foto e video story

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La statua della Madonna di Fatima portata in spalla da alcuni fedeli, maggio 2014 (credits: Getty Images)

La statua della Madonna di Fatima portata in spalla da alcuni fedeli, maggio 2014 (credits: Getty Images)

Fatima è una cittadina di circa diecimila abitanti che si trova in Portogallo, a poco più di cento chilometri dalla capitale Lisbona. Da quasi cento anni è meta di pellegrinaggi, con quattro milioni di persone che, ogni anno, si recano in quello che è uno dei santuari mariani più importanti del mondo. Il cuore del santuario è la Cappellina delle Apparizioni: lì, su una colonna di marmo, c’è una statua della Madonna che indica il luogo in cui, a Fatima, tutto ha avuto inizio.

Siamo nel 1917 e Fatima è una parrocchia composta da una ventina di villaggi. Nella piccola frazione di Cova da Iria non abita nessuno: non ci sono case, ma solo alcuni alberi e un piccolo appezzamento di terreno di proprietà della famiglia di Lucia de Jesus, una pastorella di dieci anni che qui porta a pascolare il gregge insieme ai due cuginetti: Francesco e Giacinta Marto, di nove e sette anni. Il 13 maggio di quell’anno accade qualcosa destinata a cambiare la vita della Chiesa: dopo avere recitato il rosario, come fanno abitualmente, i tre bambini vedono una grande luce e, su un piccolo leccio, la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario che dice di venire dal Cielo. Loro non devono avere paura, ma pregare molto e tornare in quello stesso luogo altre cinque volte, il 13 di ogni mese.

Fra incredulità e devozione
I bambini tornano, inizialmente tra l’incredulità della gente e gli insulti di chi li considera solo dei piccoli bugiardi, e le apparizioni continuano, accompagnate da rivelazioni su eventi futuri, come la fine imminente della Prima guerra mondiale, il pericolo di una seconda guerra ancora più devastante, se gli uomini non si pentiranno dei loro peccati e si convertiranno. Chiede anche che le venga consacrata la Russia perché solo così il Paese potrà convertirsi e il mondo avere la pace.

Nell’ultima apparizione, avvenuta il 13 ottobre alla presenza di settantamila persone giunte da ogni luogo per vedere da vicino quegli strani avvenimenti di cui si parla ormai in tutto il Portogallo, la Signora vestita di bianco dice di essere la Madonna del Rosario e chiede che in quel luogo venga costruita una cappella in suo onore. Dopodiché, come ha promesso ai bambini quando si sono lamentati per essere stati accusati di avere raccontato il falso, tutti i presenti assistono a quello che viene ricordato come il “miracolo del sole”: nel cielo, fino a poco prima ricoperto da pesanti nuvole nere, cessa la pioggia e torna il sole che inizia a girare su se stesso come una ruota di fuoco e sembra voler precipitare sulla terra fino a che, improvvisamente, risale nel cielo.

Maggio 1967, Paolo VI primo papa a Fatima
Da quel momento è iniziato il pellegrinaggio continuo che dura ancora oggi. Inizialmente i fedeli arrivavano soprattutto nel giorno 13 di ogni mese, quasi a voler seguire le indicazioni date dalla Madonna ai tre pastorelli. Ora arrivano in qualsiasi periodo dell’anno, a volte abbinando la visita a quella della tomba di San Giacomo Apostolo, a Santiago de Compostela, che dista da Fatima circa 350 chilometri.

Nel 1930 la Chiesa cattolica ha proclamato il carattere soprannaturale delle apparizioni e a Fatima è stato costruito il santuario come lo vediamo oggi che è stato visitato per la prima volta, il 13 maggio 1967, da Paolo VI e, successivamente, da Giovanni Paolo II. In quella occasione, Wojtyla volle donare alla statua della Madonna di Fatima la pallottola (che vi è stata incastonata) sparata dalla pistola di Ali Agca per ucciderlo.

“Una mano ha guidato la pallottola”
L’attentato ebbe luogo, com’è noto, in piazza San Pietro il 13 maggio 1981 e in quella data Wojtyla vide l’intervento della Madonna di Fatima, festeggiata proprio in quel giorno: «Una mano ha sparato e un’altra ha guidato la pallottola», disse l’allora Pontefice che, nel Vescovo vestito di bianco di cui parla la terza parte del “segreto” scritto da suor Lucia e fino ad allora mai rivelato, vide se stesso. Nel 2010 a Fatima è andato anche Benedetto XVI, in occasione del decimo anniversario della beatificazione dei due pastorelli Francesco e Giacinta, scomparsi rispettivamente nel 1919 e nel 1920: «Li porto con me fra poco», aveva detto la Madonna a Lucia durante la seconda apparizione, il 13 giugno 1917.

Per chi desiderasse andare in pellegrinaggio a Fatima, e non volesse usufruire dei numerosi viaggi organizzati, il mezzo migliore è sicuramente l’aereo, con un volo per Lisbona. Da qui, è possibile noleggiare un’auto o prendere un autobus che arriva a destinazione in meno di un’ora e mezzo. Chi decidesse di utilizzare l’automobile direttamente dall’Italia, una volta arrivato  il confine francese ha davanti due giorni interi di viaggio. Naturalmente il luogo più visitato nel santuario (che ospita uno studio fisso di “Telepace”) è la Cappella delle Apparizioni, costruita per volontà della Madonna. Da qualche tempo, vi è stata collocata una webcam che permette la trasmissione in diretta di ciò che accade all’interno (il sito ufficiale è www.santuario-fatima.pt).

Grandi lavori per il centenario
Da maggio, invece, è chiusa la Basilica della Beata Vergine del Rosario con i suoi quindici altari dedicati ai misteri del rosario: per il centenario delle apparizioni si è deciso di attuare importanti lavori di ristrutturazione che, tuttavia, non impediranno la visita alle tombe dei pastorelli. Le celebrazioni sono state spostate ora nella Basilica della Santissima Trinità in cui è conservata la prima pietra della chiesa, cioè un frammento della tomba di San Pietro, donata da Giovanni Paolo II.

Da vedere sono anche il monumento al Sacro Cuore di Gesù, nella piazza antistante la Basilica, e il monumento al Muro di Berlino, dove è conservato un frammento donato da un portoghese emigrato in Germania in ricordo dell’intervento di Dio promesso a Fatima per la caduta del comunismo. A pochi chilometri dal centro di Fatima, infine, c’è Aljustrel, dove si trovano le case dei pastorelli. Dal giardino di quella di Lucia parte la Via Sacra (o Via del Calvario) che segue la strada che i pastorelli percorrevano per andare alla Cova da Iria e arriva al santuario.

E suor Lucia sarà presto beata
Lucia dos Santos nacque il 22 marzo 1907 ad Aljustrel, nella parrocchia di Fatima. All’epoca delle apparizioni, pur avendo già dieci anni, non sapeva ancora né leggere né scrivere; imparò in seguito e poté così scrivere le sue «Memorie», in cui raccontò gli eventi vissuti. Dopo avere studiato a Oporto decise di indossare l’abito religioso con il nome di Maria Lucia dell’Addolorata. In seguito alla professione dei voti perpetui, si trasferì a Coimbra dove entrò nel Carmelo di S. Teresa, assumendo il nome di Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato. Nelle sue «Memorie», raccontò che quelle del 1917 non furono per lei le prime apparizioni: già nel 1915, infatti, vide una figura «simile a una statua di neve» e un anno dopo, quando era con i cugini Francesco e Giacinta, le apparve «un giovane fra i 14 e i 15 anni» che si rivelò l’angelo protettore del Portogallo. Lucia è morta a 98 anni, il 13 febbraio 2005, nel Convento di Coimbra; il 13 febbraio 2008, con l’autorizzazione di Benedetto XVI, è stato aperto il processo di beatificazione.

Il terzo segreto forse non ancora svelato del tutto
Il nome di Fatima è legato ai cosiddetti Segreti, che sarebbero stati rivelati dalla Madonna ai tre pastorelli. In realtà, più che di segreti, è bene parlare di un messaggio diviso in tre. Nel 1941 suor Lucia scrisse un riassunto delle apparizioni e parlò del messaggio, dicendo che la terza parte non poteva essere ancora rivelata.

Le prime due furono svelate l’anno dopo da Pio XII in occasione della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria: la prima parte proponeva una visione dell’inferno; la seconda paventava l’inizio di una guerra peggiore di quella in corso (la Seconda guerra mondiale) e parlava della consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato.

Il “terzo segreto” avrebbe dovuto essere letto per ordine della Madonna non prima del 1960; ma, in realtà, fu Giovanni Paolo II a dichiarare, il 13 maggio 2000 (in occasione della beatificazione di Giacinta e Francesco) di volerlo divulgare. A tutt’oggi, però, il “segreto” sembrerebbe non essere stato del tutto svelato. E molti pensano che qualcosa debba ancora essere rivelato.

di Tiziana Lupi

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