Ecco la parrocchia argentina voluta da Francesco

24 luglio 2015 Mondo di Francesco, News

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SAN JUAN DIEGO_alta

Da un paio di mesi gli abitanti del quartiere Villa Soldati di Buenos Aires hanno visto il loro sogno diventare realtà. Proprio qui, a inizio maggio, è stata  consacrata la parrocchia intitolata a san Juan Diego Cuauhtlatoatzin: un progetto voluto da papa Francesco quando ancora era Cardinale di Buenos Aires. È la prima chiesa al mondo dedicata al Santo fuori dal suo paese di origine, ossia il Messico. Non si tratta, però, di una chiesa come tante altre: sorge, infatti, in uno dei quartieri più difficili della capitale argentina. Una di quelle “periferie esistenziali” a cui Bergoglio, da Cardinale prima e da Papa oggi, dedica la sua missione spirituale.

È una storia, quella della chiesa di San Juan Diego, che comincia 16 anni fa. Siamo nella Pasqua del 1999 quando, in mancanza di una struttura fatta di mattoni e cemento, un gruppo di fedeli insieme a un sacerdote installa una “Tenda Missionaria” nel quartiere per celebrare i riti della settimana santa. Pablo è uno dei ragazzi, pionieri della fede, che in quei primi giorni andò di casa in casa per invitare gli abitanti ad avvicinarsi a quel piccolo e improvvisato luogo culto. Oggi ricorda: «La prima volta in cui venne a trovarci, padre Jorge (Bergoglio) ci incoraggiò ad andare avanti. Ci disse,  che eravamo una Chiesa fatta di “pietre vive”… E questo ci ha dato grande coraggio». Proprio da quella tenda, dopo tanto tempo e tanta fatica, è nata l’attuale chiesa.  

«Finalmente, grazie a questa parrocchia, possiamo dire che il desiderio di papa Francesco si è fatto realtà»  ha detto il giorno dell’inaugurazione, con gli occhi gonfi di lacrime, l’attuale parroco Federico Trapaglia.

Parole cariche di emozioni, le sue, pronunciate prima di leggere la lettera che il Santo Padre ha inviato ai parrocchiani: “Vi ringrazio per tutto quello che avete fatto… tutto il cammino percorso, tanta pazienza e sacrifici. Ricordo con gioia le messe celebrate dicembre all’aria aperta, ma sempre con la speranza di poter vedere questo giorno, la festa di oggi. Mi vengono in mente molti visi e nomi che vorrei ringraziare, ma se parto con l’elenco, oltre a essere lungo, corro il rischio di dimenticarmi qualcuno”. 

Subito, la chiesa gremita è scoppiata, come in tanti altri momenti della celebrazione, in un applauso frastornante. Anche l’attuale arcivescovo di Buenos Aires e cardinale primate, Mario Poli, ha portato la sua testimonianza. Essendo stato vescovo ausiliare di Bergoglio e suo collaboratore stretto, gli è stato vicino affinché questo progetto venisse realizzato: «Che peccato che Francesco non sia qui, ma che fortuna che sia a Roma», ha detto con il sorriso in volto. Quindi ha aggiunto: «Qui tutto è cominciato con un’umile croce e una tenda che, quando non si allagava, veniva spazzata via dalla tormenta. Ora sono felice nel vedere i volti di tanti nonni e nonne che finalmente hanno la loro chiesa». All’inaugurazione ha partecipato anche il cardinale messicano Norberto Rivera Carrera, giunto appositamente dal Messico per celebrare il suo connazionale san Juan Diego.

di F. Wals e A. Alimonti

Il cardinale argentino Poli  (a sinistra) e quello messicano Carrera (a destra) il giorno dell’inaugurazione.

Il cardinale argentino Poli
(a sinistra) e quello messicano Carrera (a destra) il giorno dell’inaugurazione.

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