Ecco la casa di Krajewski. L’ha donata ai profughi

1 settembre 2017 News

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36 elemosiniereQualche mese fa vi abbiamo raccontato come l’Elemosiniere del Papa, monsignor Konrad Krajewski, avesse deciso di lasciare il suo appartamento per farlo usare ai profughi e ai senzatetto che vivono nei pressi del Vaticano. In un caldissimo giovedì di agosto siamo andati (e siamo i primi al mondo) a trovarlo e don Corrado, come Krajewski viene chiamato da tutti, ci ha accompagnato all’interno della casa che oggi è un simbolo del messaggio di accoglienza di Francesco.  

L’appartamento si affaccia sullo stesso piccolo cortile dove si trova anche l’Elemosineria apostolica, la struttura che si occupa di tutte le opere di carità del Vaticano: qui, a pochi metri di distanza dall’ingresso di Porta Sant’Anna, monsignor Krajewski viveva da un paio di anni fa (ora, invece, ha traslocato al piano superiore degli uffici dell’Elemosineria stessa). È un appartamento molto semplice: subito dopo la porta d’ingresso, a destra c’è la prima stanza. Al centro, un tavolo dove i collaboratori di Krajewski fanno accomodare le persone che si rivolgono a loro per un aiuto. 

Su un grande quaderno nero sono riportati tutti i numeri di telefono e gli indirizzi delle associazioni di volontari e delle mense romane, ma anche cartine della città per orientare soprattutto i profughi stranieri. Subito di fronte c’è anche una postazione per computer. Ci sono poi una mini cucina dove i poveri possono prepararsi il caffè, un bagno, uno stanzone dove un tempo si tenevano dei pranzi comunitari (e ora funge da magazzino) e una cameretta con un letto per riposarsi. Sotto il crocefisso. 

di Matteo Valsecchi

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