Dulce du leche, il dessert preferito da Francesco

2 maggio 2015 Foto e video story

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Il Santo Padre seduto a una bella tavola imbandita presso il palazzo arcivescovile di Rio de Janeiro (credits: Getty Images)

Il Santo Padre seduto a una bella tavola imbandita presso il palazzo arcivescovile di Rio de Janeiro (credits: Getty Images)

Il dessert preferito da papa Francesco? Frutto di un errore in cucina. È passato un secolo e mezzo da quel pomeriggio d’inverno in cui la domestica del dittatore argentino Juan Manuel de Rosas inventò per sbaglio quello che sarebbe diventato uno dei dolci più popolari di quel Paese, oltre che di mezzo Sudamerica.

La donna stava preparando la “lechada, una bevanda a base di latte e zucchero cotta fino a caramellarsi, quando qualcuno bussò alla porta.  Andò ad aprire e tornò ai fornelli solo quando la “lechada” si era trasformata in una crema dal colore marrone: era nato il dulce de leche, che in spagnolo significa “dolce di latte”.

È sano e dà sprint, ideale per merenda 
A base di latte e zucchero fatti cuocere molto a lungo, fino a ottenere una crema densa, il dulce de leche è una piccola passione di Francesco. «Evidentemente è un po’ goloso, visto il gusto zuccheroso e deciso di questo dessert. Ma anche amante dei cibi fatti in casa, dal sapore genuino», spiega la dottoressa Stefania Ruggeri, nutrizionista e ricercatrice del Centro nutrizione del Consiglio ricerca in agricoltura (Cra Nut).

«Il dulce de leche ricorda le caramelle al mou, ma ha la densità di una crema come quelle che si spalmano sul pane o con cui si guarniscono dolci e biscotti.». A proposito di calorie: «Non ne contiene poche, circa 350 ogni 100 grammi», precisa Ruggeri, «ma visto che si mangia con il cucchiaino, considerate circa 35 calorie alla volta. Se vi limitate a non più di un paio, una o due volte la settimana, avrete il via libera anche dal nutrizionista. Rispetto al miele o alla marmellata, per esempio, ha più o meno le stesse calorie», spiega Ruggeri.

Ma soprattutto se «paragonato ad alcuni prodotti industriali come merendine, barrette o creme spalmabili, ha il notevole vantaggio di essere privo di grassi saturi (come l’usatissimo olio di palma) e idrogenati, i più dannosi per l’organismo». Insomma, il dessert tanto amato da papa Francesco è ok per tutti?

«In linea di massima sì, perché se è fatto in casa è sano e dà sprint. Per esempio, è un’ottima idea per la merenda del pomeriggio ai bambini. Le sole categorie di persone per cui questo dolce argentino è sconsigliato sono quelle di chi ha problemi con la glicemia o soffre di malattie cardiovascolari, per non dire naturalmente dei diabetici. Per tutti gli altri, via libera».

(credits: Getty Images)

(credits: Getty Images)

 

Come preparare il dulce de leche
Servono 2 litri di latte, 500 grammi di zucchero, un cucchiaino di bicarbonato di sodio, un baccello di vaniglia e tre biglie di vetro. Mettere il latte in un tegamino; aggiungere zucchero, vaniglia, bicarbonato e le biglie (evitano i grumi) e portare a ebollizione a fuoco basso. Cuocere per 1 o 2 due ore mescolando: quando ha un color caramello e sembra solido, metterne un poco su un piatto: se raffreddando diventa come una caramella morbida è pronto. Potete usarlo per arricchire il gelato.

 

 

(credits: Getty Images)

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Le caratteristiche del dulce de leche:

Calorie 350
Grassi 7 g
Proteine 7 g
Carboidrati 61 g
su 100 gr di prodotto

 

 

di Valentino Maimone

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