Don Ciotti, fedele al Vangelo nella lotta per la legalità

11 settembre 2014 Foto e video story

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Don Luigi Ciotti, fondatore dell’Associazione Libera, www.libera.it (credits: Getty Images)

Don Luigi Ciotti, fondatore dell’Associazione Libera, www.libera.it (credits: Getty Images)

Quanto pesano le parole di papa Francesco contro le mafie! Forse perché non sono parole di circostanza, ma rivelano la vera vicinanza e solidarietà del Santo Padre alla Chiesa che combatte la delinquenza. La conferma viene da una notizia pubblicata domenica 31 agosto sul quotidiano La Repubblica.

Un prete apprezzato da Francesco
Ricordate don Luigi Ciotti? È il sacerdote che dal 1995 guida l’Associazione Libera, nata per aiutare chi lotta contro i soprusi della criminalità organizzata. L’associazione organizza la Giornata della Memoria e dell’Impegno, evento a cui, lo scorso 21 marzo, Francesco portò la sua testimonianza partecipando alla veglia di apertura con i familiari delle vittime di mafia alla chiesa di San Gregorio VII a Roma (Il mio Papa ne ha parlato nel n. 4).

Ciotti potremmo pure ammazzarlo” 
Per capire quanto don Ciotti sia odiato dalla mafia, oggi, appunto, possiamo leggere quello che diceva di lui un anno fa Salvatore Riina, storico boss di “Cosa Nostra”, ergastolano pluricondannato per associazione di stampo mafioso e omicidi. Le parole di Riina sono state dette a un altro detenuto, il pugliese Alberto Lorusso, durante l’ora d’aria del 14 settembre 2013 nel carcere di Opera (Milano). Le ha captate la Direzione Antimafia, che intercettava Riina per raccogliere informazioni su un processo nel quale egli è ancora coinvolto e sono state svelate, infine, da La Repubblica.

Nella registrazione Riina è furioso, perché ha sentito parlare bene di don Giuseppe “Pino” Puglisi, prete ucciso dalla mafia a Palermo nel 1993 e beatificato da Benedetto XVI il 25 maggio 2013. «Il quartiere (la borgata Brancaccio di Palermo dov’era parroco, ndr) lo voleva comandare iddu (cioè lui, ndr)», dice Riina di don Puglisi; «Ma tu fatti il parrino (il prete, ndr), pensa alle messe… Tutte cose voleva fare iddu nel territorio…». Nella sfuriata, poi, Riina si rivolge contro don Luigi Ciotti, per lui troppo simile al beato Puglisi: «È una stampa e una figura (cioè è identico, ndr) che somiglia a padre Puglisi… Ciotti, Ciotti, putissimu (potremmo, ndr) pure ammazzarlo. Salvatore Riina, uscendo, è sempre un pericolo per lui» Naturalmente la vigilanza su don Ciotti è stata rinforzata immediatamente, anche se il sacerdote lo ha scoperto solo ora, come ha detto al quotidiano che ha fatto la rivelazione: «Nessuno mi ha avvertito delle minacce di Riina».

L’invocazione del Papa ai mafiosi
Riflettendo poi sul discorso del capo mafioso, don Ciotti ha aggiunto:«Riina dice che sono come don Pino Puglisi, ma io non oso paragonarmi, sono solo un uomo piccolo e fragile. Però mi riconosco nella Chiesa che immaginava don Pino, una Chiesa che interferisce, come l’ha definita un ex mafioso pentito. Una Chiesa che accoglie, che tiene la porta aperta a tutti, anche a chi, criminale mafioso, è mosso da un sincero, profondo desiderio di cambiamento, di conversione».

Proprio nell’impegno per la legalità don Ciotti trova il senso della sua missione. «È un atto di fedeltà al Vangelo, alla sua denuncia delle ingiustizie, al suo stare dalla parte delle vittime, degli esclusi. Al suo richiamarci a una fame e sete di giustizia che va vissuta a partire da qui, da questo mondo», spiega. E parlando della Chiesa che “interferisce”, ritorna a papa Francesco: «È una Chiesa che cerca di saldare il cielo alla terra, perché, come ha scritto il papa Francesco: “Una fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo”».

Risuona, così, nel nostro ricordo una parte del discorso fatto dal Pontefice all’incontro a San Gregorio VII: «Per favore, uomini e donne mafiosi, cambiate vita. Fermatevi dal fare il male. E noi preghiamo per voi, convertitevi. Ve lo chiedo in ginocchio: è per il vostro bene». Era una invocazione che Francesco faceva avendo di fronte a sé, in chiesa, proprio i fratelli del beato Pino Puglisi.

di Enrico Casarini

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