Chi sono i nuovi santi proclamati da papa Francesco

18 ottobre 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Trentacinque nuovi santi tutti insieme: l’italiano Angelo da Acri, lo spagnolo Faustino Mìguez, i sacerdoti brasiliani Andrea de Soveral e Ambrogio Francesco Ferro e 28 loro compagni di fede, e tre ragazzini messicani, Cristoforo, Antonio e Giovanni. Francesco li ha elevati alla gloria degli altari nella messa che ha celebrato domenica 15 ottobre sul sagrato della basilica di San Pietro, alla presenza di decine di migliaia di fedeli entusiasti per questi nuovi santi, accomunati dall’avere vissuto in maniera totalizzante l’amore per il Signore in quella che Francesco ha definito «una storia d’amore con Dio». 

Nell’omelia il Papa ha preso spunto dalla parabola del Vangelo di Matteo che paragona il Regno di Dio a un banchetto di nozze e ha detto: «Gli invitati siamo tutti noi. Il Signore ci desidera, ci cerca e ci invita, vuole con noi una vera e propria comunione di vita», e questa vita è appunto una storia d’amore con Dio. Ha proseguito Francesco: «Se si smarrisce l’amore, la vita cristiana diventa sterile, una morale impossibile, un insieme di principi e leggi da far quadrare senza un perché». 

Come in tutte le storie d’amore però, ha detto Francesco, la noia della routine è sempre in agguato: «Ecco il pericolo. Una vita cristiana dove ci si accontenta della “normalità”, senza slancio, senza entusiasmo. Ravviviamo invece la memoria del primo amore: siamo gli amati e la nostra vita è un dono, perché ogni giorno è la magnifica opportunità di rispondere all’invito». 

Questo, però, ci espone ad un altro pericolo: quello, appunto, di rifiutare l’invito. In questo pericolo non sono caduti i 35 nuovi santi, che hanno accettato senza riserve l’invito di Dio, arrivando a sacrificare per Lui la loro stessa vita. 

Il pericolo, invece, resta per noi, anche se Dio continua ad aspettarci: «Davanti ai continui rifiuti che riceve, davanti alle chiusure nei riguardi dei suoi inviti, va avanti, non rimanda la festa. Non si rassegna ma continua a invitare. Di fronte ai “no” non sbatte la porta, ma include ancora di più. Dio, di fronte alle ingiustizie subite, risponde con un amore ancora più grande. Perché così è l’amore, fa l’amore». 

Francesco ha concluso la sua omelia con l’immagine dell’abito degli invitati: «Non basta rispondere affermativamente all’invito ma occorre vestire l’abito, occorre l’abitudine a vivere l’amore ogni giorno», così come hanno fatto i santi appena proclamati. 

A proposito di amore, vale la pena di sottolineare il saluto che il Papa ha scambiato sul sagrato, dopo la messa, con una delegazione dell’Associazione delle Madri di Plaza de Mayo, formata dalle madri dei desaparecidos, i dissidenti scomparsi in Argentina durante la dittatura militare tra il 1976 e il 1983.  

Prima dell’Angelus, il Pontefice ha annunciato la convocazione per l’ottobre 2019 di un’assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per la regione Panamazzonica, cioè gli Stati toccati dalla Foresta amazzonica: «Per individuare nuove strade per evangelizzare quella porzione del Popolo di Dio e specialmente gli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta».

ECCO CHI SONO I NUOVI SANTI E CHI LI HA “RAPPRESENTATI” DI FRONTE AL PAPA

ANGELO DA ACRI (al secolo Luca Antonio Falcone, 1669-1739) fu un sacerdote e frate cappuccino. La sua fama, grandissima soprattutto nell’Italia meridionale, è legata all’attività di predicatore, che univa a una intensa attività di confessore. I suoi resti sono conservati e venerati in una cappella nel santuario a lui dedicato ad Acri (CS), dov’è anche possibile visitare la sua povera cella. E in questi giorni, e fino al 30 ottobre (la data in cui viene festeggiato), Acri festeggia questo suo grande figlio. Il miracolo che ha consentito la canonizzazione è avvenuto nel 2010: i genitori di Salvatore Palumbo, un diciassettenne vittima di un grave incidente stradale e ricoverato (senza grandi speranze) all’Ospedale di Cosenza, posero il cordone del saio di Angelo da Acri sotto il cuscino di Salvatore, il quale si riprese inspiegabilmente.

FAUSTINO MIGUEZ. Manuel Mìguez, in religione Faustino dell’Incarnazione (1831-1925), fu un sacerdote spagnolo, che per tutta la vita unì alla missione di pastore e confessore quella di  studioso ed educatore, dedicandosi particolarmente allo studio delle proprietà delle piante medicinali e alla promozione dell’istruzione femminile. In piazza San Pietro c’erano molti cileni a festeggiare il nuovo santo, perché il miracolo che ha portato alla canonizzazione ha riguardato proprio una donna di quel Paese, Veronica Stoberg, catechista nel collegio della Divina Pastora (Mìguez fondò il Pio istituto delle Figlie della Divina Pastora nel 1885) a La Florida in Cile. Nel 2003 padre Faustino ha accolto le preghiere di chi supplicava la sua intercessione per salvare Veronica, entrata in coma al momento del parto del suo quarto figlio.

CRISTOFORO, ANTONIO E GIOVANNI. Cristoforo (il nome vero era Cristobal), Antonio e Giovanni (Juan) sono i Niños Martires de Tlaxcala, i tre bambini martiri di Tlaxcala, Stato nel cuore del Messico. Uccisi tra il 1527 e il 1529 per aver abbracciato la fede cattolica e avere abbandonato gli idoli indigeni, sono considerati i primi laici americani martirizzati e si festeggiano il 23 settembre. La particolarità della loro canonizzazione è che è avvenuta attraverso il riconoscimento delle loro virtù cristiane, senza “supporto” di un miracolo e di reliquie di “primo grado” (cioè porzioni del corpo), perché non è mai stato identificato un luogo di sepoltura dei ragazzi. In questo caso sono state considerate delle reliquie di “terzo grado”: piccole quantità di terra raccolte nel punto dove si suppone siano stati uccisi e cioè Atlihuetzia (per Cristoforo) e Cuauhtinchàn (per Antonio e Giovanni).

I 30 MARTIRI BRASILIANI. La storia dei trenta nuovi santi brasiliani, martiri per la loro fede, risale al 1645. In quel periodo le truppe olandesi (di religione protestante) avevano occupato il territorio brasiliano del Rio Grande do Norte, dove svolgevano la loro missione i sacerdoti cattolici don Andrea de Soveral e padre Ambrogio Francesco Ferro. Gli olandesi e le tribù indigene loro alleate (perché convertite) erano molto duri contro i cattolici e fecero due stragi. Il 16 luglio 1645 in una chiesa di Engenho de Cunhaù furono uccisi don Andrea e una settantina di fedeli (tra i quali spiccava il laico Domingo Carvalho, sempre ricordato con i due religiosi); il 3 ottobre 1645, lungo il fiume che traversava il villaggio di Uruaçu, furono invece uccisi padre Ambrogio e 27 fedeli. Sono state beatificate prima e santificate poi solo le 30 vittime di cui si sono conosciuti con certezza i nomi.

TUTTI I SANTI E I BEATI PROCLAMATI DA PAPA FRANCESCO

42 CANONIZZAZIONI. Tra il 12 maggio 2013 e il 15 ottobre 2017: 39 santi “singoli” e 3 canonizzazioni collettive (per gli 801 martiri di Otranto, trenta martiri in Brasile e i tre martiri ragazzini del Messico). I Santi più famosi: Papa Giovanni XXIII, papa Giovanni Paolo II, madre Teresa di Calcutta, Francesco e Giacinta Marto (due dei tre Pastorelli di Fatima).

82 BEATIFICAZIONI. Tra il 7 aprile 2013 e il 7 ottobre 2017: 71 beati “singoli” e 11 beatificazioni collettive (per 701 martiri della Guerra civile di Spagna, 124 martiri in Corea, 38 martiri in Albania, 15 martiri in Laos). I beati più famosi: Don Giuseppe Puglisi (assassinato dalla mafia a Palermo), papa Paolo VI, monsignor Oscar Romero (arcivescovo di San Salvador, assassinato dai paramilitari di estrema destra).

di Tiziana Lupi

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