Che cosa ha lasciato Francesco per diventare Papa

10 marzo 2017 Mondo di Francesco

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In questi giorni (il 13 marzo esattamente) sono 4 anni che Jorge Mario Bergoglio siede sul trono di San Pietro. Quattro anni in cui Francesco ha dimostrato di saper trasformare il rapporto di un Papa con la sua gente, quattro anni intensi di viaggi toccanti, abbracci e tanto altro. Quattro anni nei quali la sua vita è profondamente cambiata.

Una delle prime cose che abbiamo saputo dopo che Jorge Mario Bergoglio è stato eletto papa è che, venendo via da Buenos Aires per partecipare al conclave, aveva lasciato tutte le sue cose come chi sa di dover stare via solo qualche giorno. Nel piccolo appartamento che occupava nell’arcivescovado della capitale argentina, invece, Bergoglio non è più tornato. E in quei tre locali – camera, cappellina privata e ufficio – ha lasciato non solo il crocifisso su fondo in velluto che baciava entrando e uscendo dalla stanza, la foto dell’amata santa Teresa di Lisieux, la statuina di san Francesco d’Assisi o i tanti libri rimasti sugli scaffali. Lì Bergoglio ha lasciato una parte di sé: quella che meno si conciliava con il diventare papa. Diciamolo subito, lui stesso ha raccontato di non avere particolari nostalgie: «Cambiare di abito mi costa un po’ però uno poi si abitua». Anche in una recente intervista a “Scarp de tenis”, giornale milanese dedicato ai senzatetto, Francesco ha detto: “C’è soltanto una cosa che mi manca tanto, la possibilità di uscire e andare per strada. Mi piace andare nelle parrocchie e incontrare la gente». Qualcosa che aveva laggiù, a cui ha dovuto rinunciare diventando papa però, c’è…

Gli affetti
Maria Elena, la più piccola dei cinque fratelli Bergoglio, è l’unica in vita e Francesco le è molto affezionato. Ora che non possono più vedersi, ogni domenica sera lui le telefona per sapere come sta. A Buenos Aires il Pontefice ha lasciato anche i nipoti e altre persone che sono state moto importanti per lui come padre Luis Dri, il cappuccino punto di riferimento per la sua attività nel confessionale, o il suo confessore, padre Berislao Ostojic, scomparso nel 2015.

Le passeggiate
In un’intervista rilasciata qualche tempo fa, Francesco si è definito un “callejero”, cioè un uomo di strada. Ed effettivamente la strada gli piaceva tanto: a Buenos Aires amava camminare, prendere il bus o la metropolitana, senza dover rendere conto a nessuno dei suoi spostamenti. All’indomani della sua elezione, molti argentini hanno raccontato le sue visite a sorpresa nelle villas miserias, le baraccopoli dove la gente non si azzarda nemmeno ad entrare e dove invece lui, non solo era ospite gradito e desiderato, ma arrivava anche quando nessuno se l’aspettava, solo per portare un sorriso o una parola di conforto. Oggi questo non è più possibile anche se Francesco ogni tanto prova a fare uno strappo alla regola, come quando ha deciso di recarsi personalmente dall’ottico o nel negozio di articoli sanitari: «Mi manca uscire per strada, la tranquillità di camminare per strada. Ora visito le parrocchie, incontro la gente, ma non posso uscire». 

Le specialità argentine
Non sappiamo bene dove o con chi amasse mangiare ogni tanto una pizza a Buenos Aires, ma questa è un’altra delle cose (piccole, per carità) a cui Bergoglio ha dovuto rinunciare: «Mi piacerebbe poter uscire un giorno senza che nessuno mi riconosca e poter andare in una pizzeria a mangiare una pizza» ha ammesso. Qualcuno potrebbe obiettare che può sempre farsela preparare e qualcun altro ha anche pensato di portargliela (ad esempio, quando è andato in visita a Napoli), ma è lui stesso a dire: «Non è lo stesso, il bello è andare lì». Stesso discorso per la pasticceria: Bergoglio ne aveva una proprio di fronte all’arcivescovado dove andava a prendere dolci (gli alfajores fatti di zucchero) ma anche le empanadas (fagottini di pasta ripieni di carne). Rimanendo nel campo alimentare, infine, è impensabile che oggi Francesco possa mettere piede in cucina e preparare qualcosa da mangiare come faceva per al Colegio Maximo quando ne era rettore.

Il pallone
Probabilmente ad andare allo stadio ha rinunciato ben prima di diventare papa, ma il calcio è un’altra delle passioni di Francesco, socio nr. 88235N del San Lorenzo de Almagro, la sua squadra del cuore fin da quando era bambino di cui oggi riesce a seguire le vicissitudini in campionato grazie ad una guardia svizzera che lo aggiorna sui risultati delle partite.

Stare fra la gente
Jorge Mario Bergoglio ha iniziato a partecipare fin da bambino alle processioni religiose insieme all’amata nonna Rosa che è stata fondamentale, con le parole e con l’esempio, per la crescita della sua fede. Tra le tante, quella per la festa di San Cayetano, il 7 agosto, nella quale, una volta diventato arcivescovo, presiedeva la messa e, alla fine, percorreva in senso inverso la fila dei fedeli per parlare con loro e benedire i bambini.

Tiziana Lupi

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