Casa Santa Marta: le messe del Santo Padre

15 settembre 2014 Foto e video story

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Casa Santa Marta, residenza per religiosi dove alloggia il Papa (credits: Getty Images)

Casa Santa Marta, residenza per religiosi dove alloggia il Papa (credits: Getty Images)

Chiunque abbia l’occasione di vivere a Roma o di trascorrerci parte del suo tempo, sa che l’alba sulla basilica di San Pietro ha colori unici e irripetibili. Il gioco di luci rosa e celesti che i primi raggi del sole disegnano riflettendosi sulla cupola maestosa è diverso ogni giorno e affascinante sia con il cielo sereno sia con le nuvole che, a volte, già si rincorrono a quell’ora del mattino. Prima ancora che i romani vedano queste luci, papa Francesco è già in piedi. Alcune delle sue abitudini non sono cambiate minimamente rispetto a quando era l’arcivescovo di Buenos Aires e, tra queste, c’è proprio l’essere mattiniero.

Nella camera da letto dell’appartamento 201, al secondo piano della residenza Santa Marta, la sveglia suona alle 4.45. Un quarto d’ora per prepararsi e il Santo Padre è già in preghiera, con la meditazione sulle letture della messa quotidiana che, di lì a poco, celebrerà nella cappella della sua residenza, dove pronuncerà una di quelle omelie che sono diventate un appuntamento irrinunciabile per i fedeli, ormai abituati a iniziare la giornata con le parole del loro Papa.

ll Papa parla con il cuore e con la fede
Omelie costruite con parole semplici, come semplice è sempre il linguaggio di Francesco. Omelie che vanno dritte al cuore di chi ascolta. Nessun testo scritto, parla a braccio, seguendo il cuore, quando vuol dire, per esempio, che è lo Spirito a dare identità a un cristiano e non sono le lauree; che chi giudica gli altri è un ipocrita; che la corruzione uccide; che il programma di vita del cristiano è racchiuso nelle Beatitudini ; che chi crede di sapere tutto non può capire Dio…Sono insegnamenti preziosi (evangelici e no) che il Papa dona a tutti i fedeli del mondo, che possono così iniziare la giornata con una riflessione, breve o lunga che sia, perché la mattina, si sa, il tempo è tiranno.

Naturalmente sono stati in molti ad aver sentito la mancanza della parola del Santo Padre da Santa Marta nei mesi di luglio e agosto, quando la partecipazione “pubblica” alle messe mattutine è stata sospesa per alleggerire Francesco da qualche impegno almeno durante l’estate. Perché il tempo che Francesco riserva alla messa mattutina non si esaurisce con la fine della celebrazione eucaristica, ma si allunga  di almeno mezz’ora, ovvero il tempo necessario per salutare i fedeli che vi hanno partecipato, come fa qualsiasi sacerdote con i suoi parrocchiani.

Per partecipare alla messa di Santa Marta
Ora, però, è di nuovo possibile partecipare alla messa a Santa Marta e le parole di Francesco sono tornate a regalare un nuovo inizio alle giornate dei fedeli. A questo punto, la domanda è: si può partecipare alla messa mattutina del pontefice? Sì: la messa è aperta a tutti. Tuttavia vanno considerati due aspetti fondamentali: la capienza della cappella e l’enorme numero di persone che vorrebbe prendere
parte alla celebrazione. La cappella di Santa Marta, infatti, è piccola: accoglie una cinquantina di fedeli, e metà dei posti sono riservati ai cittadini di Roma. Non bisogna dimenticare, infatti, che il Papa è il vescovo di Roma e non avendo la possibilità concreta di visitare come vescovo tutte le parrocchie di una diocesi così grande, ha deciso di riservare ogni giorno a un sacerdote della diocesi la possibilità di partecipare alla messa mattutina accompagnato da alcuni parrocchiani. Rimangono dunque 25-30 posti da dividere fra le migliaia di persone che vorrebbero partecipare e fanno richiesta.

Basta spedire una semplice lettera
Perché è proprio questo che bisogna fare: scrivere la propria domanda di partecipazione (indicando il proprio indirizzo e magari qualcosa di sé o particolari anniversari che possono stare a cuore) e spedirla con una lettera per posta ordinaria alla Segreteria di Sua Santità Francesco, Casa Santa Marta, 00120 Città del Vaticano. Poiché, come abbiamo detto, le richieste pervenute sono moltissime, è bene avere molta pazienza. La risposta arriverà anch’essa per lettera: una comunicazione in cui sarà indicata la data di partecipazione proposta dalla Segreteria e che servirà da lasciapassare per superare i controlli delle guardie svizzere per arrivare a Casa Santa Marta. L’appuntamento sarà, infatti, per le 6.30-6.45 alla residenza papale. Quando il “gruppo” di fedeli sarà completo, verrà condotto alla cappella. E qui li raggiungerà Francesco.

Curiosità: Perché le omelie di Casa Santa Marta sono così importanti?
Nessuno come padre Antonio Spadaro – gesuita, direttore della rivista La Civiltà cattolica e autore della più ampia intervista rilasciata dal Papa – è stato tanto attento a cogliere il significato delle omelie pronunciate da Francesco ogni mattina del lunedì, del martedì, del giovedì e del venerdì, nella Residenza Santa Marta. Anche perché le ha riunite in un volume intitolato La verità è un incontro, che include quelle pronunciate dal 25 marzo 2013, quattro giorni dopo l’elezione, al 20 marzo 2014. “Una celebrazione che deve restare familiare”: questa è la prima osservazione introdotta da padre Spadaro.

La meditazione del Papa, cioè, non è da “trasmettere”, ma da “condividere”; non è uno dei numerosi atti ufficiali destinati alla divulgazione attraverso i mass media e sostenuti spesso da un testo scritto, ma è una riflessione “a braccio”, che alimenta un’esperienza condivisa con il gruppo di fedeli che vi assiste: un gruppo di media grandezza, costituito da una cinquantina di persone, quante entrano nella piccola cappella. Certo, sono presenti anche alcuni, pochi, giornalisti dell’Osservatore romano e della Radio Vaticana, nonché un operatore del Centro Televisivo Vaticano, che fa la ripresa dell’evento. Ma ciò soltanto per conservarne la memoria, escludendo ogni forma di “diretta” e quindi rispettando l’atmosfera intima dell’incontro.

Quali sono, però, i messaggi che vengono comunicati? Ne possiamo indicare almeno tre. Il primo è l’abbeverarsi alle scritture della messa del giorno: Vecchio Testamento, Lettere degli apostoli, Vangelo vengono fatti rivivere come fatti di oggi. Il secondo messaggio è uno “sfiorare” i temi, i problemi, qualche volta le gioie, più spesso i travagli che attraversano il nostro momento storico: la guerra e la pace, la dignità della persona, la santità e il martirio… Il terzo messaggio è dato dalla gestualità del Papa: una voce sommessa, confidenziale, che si accompagna a quel “linguaggio del corpo”, fatto anche di pause e silenzi, cui il Papa ci ha abituati anche nelle udienze e negli eventi pubblici. Capita spesso, così, che le meditazioni e le preghiere pronunciate il mattino a Santa Marta diventino per papa Francesco il tema ricorrente di un certo periodo e ispirino i suoi successivi discorsi nelle udienze generali del mercoledì, nelle cerimonie solenni e durante l’Angelus domenicale, e persino nelle parole con cui accompagna i suoi frequenti viaggi.

di Tiziana Lupi

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