Carlo Conti ci porta sulla strada di San Francesco

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Martedì 19 giugno Carlo Conti torna su Raiuno per una serata di spettacolo e solidarietà da Assisi. Credits: Mondadori Portfolio

Martedì 19 giugno Carlo Conti torna su Raiuno per una serata di spettacolo e solidarietà da Assisi. Credits: Mondadori Portfolio

Da oltre dieci anni la serata di Raiuno “Con il cuore, nel nome di Francesco” è un importante appuntamento televisivo. La trasmissione andrà in onda in diretta Martedì 19 Giugno alle 20.35. Un appuntamento al quale il conduttore Carlo Conti tiene particolarmente. «Questo evento benefico che si tiene ad Assisi tra musica, testimonianze e solidarietà, è ormai per me una tradizione consolidata» dice. «È una collaborazione che si rafforza di anno in anno» spiega Conti. Per il presentatore toscano l’affetto per San Francesco nasce da lontano. «Ho un legame forte con i frati Cappuccini, che mi hanno formato alla Prima comunione e poi alla Cresima. Frequentavo la parrocchia di San Francesco e Santa Chiara a Montughi, Firenze. Facevo pure il chierichetto!» dice orgoglioso.

C’è un aspetto della storia di San Francesco che in qualche modo illumina la vita di Conti. «Quello che mi colpisce di più è il fatto che abbandonò le ricchezze materiali e terrene per vivere in un altro modo, aiutando gli altri. E questa visione francescana della fede mi appartiene. Nel mio piccolo cerco di restituire la ricchezza, non solo economica, che Dio mi ha dato. Magari con una serata, o materialmente, o ancora aiutando qualcuno che incontro per strada: ci sono mille modi per farlo. Sono un personaggio popolare e a volte lo faccio pubblicamente, come con l’Airc o con l’ospedale pediatrico Meyer. Altre volte succede in maniera riservata, lontano dai riflettori. E quelle sono le cose più belle perché ti arricchiscono di più». 

Francesco è anche il nome scelto dal Papa. «L’ho incontrato una volta. Avevo presentato uno spettacolo dedicato alle nuove vocazioni e il Santo Padre ha ricevuto, in una udienza non privata, tutti coloro che avevano partecipato a questo evento. Io sono andato con mia moglie Francesca, che allora era incinta, e lui le ha benedetto la pancia e ci ha chiesto quale nome avessimo scelto per nostro figlio. È stato un incontro molto emozionante perché con la sua comunicazione semplice, diretta e immediata, papa Francesco arriva al cuore di tutti. Di chi crede e non solo».  

Carlo Conti è un cattolico praticante, più o meno. «Non sono così perfetto, ma sento spesso il bisogno di pregare. Lo faccio almeno ogni sera prima di addormentarmi. Poi può capitare in tanti altri momenti della giornata: in automobile da solo, guardando un tramonto… A volte sento proprio il bisogno di ringraziare della meraviglia della vita e allora mi viene da dire un Padre Nostro o un’ Ave Maria. Io e mia moglie Francesca stiamo cercando di dare a nostro figlio Matteo quei valori che ci sono stati trasmessi dalle nostre famiglie. Cominciamo a fargli prendere quelle piccole abitudini come entrare in una chiesa, fare il segno della croce, accendere una candela, dire una preghierina. Poi certo, crescendo sarà lui a decidere sul suo percorso di fede». 

di Stefania Zizzari

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