Bergoglio e la dittatura argentina

29 gennaio 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

Jorge Mario Bergoglio, Buenos Aires, Argentina – 2001 (credits: Getty Images)

Un’accurata inchiesta a Buenos Aires, all’indomani dell’elezione del primo pontefice latinoamericano, per indagarne il passato durante la feroce dittatura del generale Videla in Argentina.  

Secondo il giornalista Nello Scavo, dopo il 13 marzo 2013, sul conto di papa Francesco circolarono in tutto il mondo «senza alcun controllo sinistre voci sulla presunta passata connivenza di Bergoglio con i capi della mattanza argentina: 30.000 desaparecidos (in spagnolo significa “scomparsi” e indica le persone sparite durante la dittatura; ndr), oltre ai 15.000 giustiziati, centinaia di neonati sottratti ai genitori e dati in adozione alle famiglie amiche del regime, e almeno due milioni di esiliati. La lettura delle velenose allusioni fino a quel momento disponibili non era affatto convincente».

È la molla che ha spinto così Scavo a partire per la capitale argentina e ricostruire l’operato dell’attuale Papa attraverso una rete di fatti, incontri e atti ufficiali. Documenti e testimonianze che raccontano come padre Jorge Mario impegnò tutto se stesso con l’unico obiettivo di proteggere e salvare dissidenti di ogni credo e colore politico, nascondendo ricercati e favorendone l’espatrio.

Pubblicato da Piemme nella collana “True”, I sommersi e i salvati di Bergoglio è un libro che si legge d’un fiato e la passione di saperne di più. Perché ha il sapore autentico della storia e di storie spesso rimaste nascoste, sepolte dalla colpevole dimenticanza dell’Occidente.

Mise a rischio anche la sua stessa vita
L’altro aspetto di interesse consiste nel riconoscere la coerenza nell’agire di padre Bergoglio che, prima di parlare, compie gesti concreti, mettendo a rischio se stesso pur di salvare altre persone come confratelli gesuiti e seminaristi, giovani, cattolici e non. Un Bergoglio che si inventa finti ritiri spirituali per nascondere centinaia di attivisti minacciati dal regime, decidendo di usare una speciale “macchina” per
stampare documenti falsi all’interno del seminario.

Strategie preziose, ma che a volte non furono sufficienti per riuscire a salvare tutti. Questo basta, però, all’anziano teologo argentino padre Juan Carlos Scannone, di cui Bergoglio fu studente, per affermare con lapidaria certezza che Francesco continua a essere «un rivoluzionario della tenerezza».

In libreria
Pubblicato da Piemme, il volume “I sommersi e i salvati di Bergoglio” (pagg. 266, € 16,00) è stato scritto dal giornalista Nello Scavo, autore anche del libro “La lista di Bergoglio”, edito nel 2013 dalla Emi e tradotto in 15 lingue.

di Laura Badaracchi

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