Bergoglio? Già a scuola era bravo in religione

22 settembre 2017 Mondo di Francesco, News

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39 papa bravo scuolaBergoglio Jorge Mario? Presente! Chissà quante volte avranno sentito queste parole i compagni di classe del bambino che tanti anni dopo sarebbe diventato il Papa… Perché è chiaro che, pur non essendo certo la prima cosa che ci viene in mente quando vediamo Francesco, anche lui è stato uno scolaro e ha frequentato asilo, scuole elementari e scuole medie e superiori. E visto che proprio in questi giorni si sono riaperte le scuole e i nostri figli e nipoti sono tornati sui banchi, vogliamo ripercorrere insieme a voi l’avventura scolastica di quell’alunno un po’ speciale con queste foto eccezionali e in esclusiva. 

Il percorso scolastico del piccolo Bergoglio comincia in un asilo (in argentino jardin de infantes, giardino d’infanzia) molto amato nel quartiere di Buenos Aires dov’è nato, il barrio di Flores. Jorge viene iscritto all’asilo del collegio cattolico di Nuestra Señora de la Misericordia. L’istituto si trova in Avenida Directorio, non lontano da casa Bergoglio, e il piccolo Jorge ci si dev’essere trovato davvero molto bene visto che finché ha vissuto nella capitale argentina (anche da arcivescovo), ha sempre fatto almeno una visita all’anno, in marzo, alle suore dell’istituto. In questo suo legame con quelle antiche aule forse c’entrava anche il ricordo della preparazione alla Prima Comunione fatta proprio lì, qualche tempo dopo, con le suore.

Tra le religiose c’era suor Dolores, qualcosa di più della maestra che era stata per il piccolo Jorge: lei gli era stata molto vicina in uno dei momenti più difficili della sua vita. 

È accaduto nel 1957, quando i tempi della scuola erano finiti già da un pezzo. Bergoglio era entrato in seminario da qualche mese quando una brutta infezione lo portò in ospedale per subire l’asportazione del lobo superiore del polmone destro. Giorni terribili: il giovane seminarista aveva paura di morire e non capiva il perché di quel dolore. Fu proprio suor Dolores, andando a trovarlo in ospedale, a spiegargli che con il suo dolore stava imitando Gesù, l’unico a dare un senso all’esperienza del dolore, altrimenti incomprensibile per l’essere umano. Una “lezione” mai più dimenticata.

Ma torniamo alla scuola. In Argentina dopo l’asilo (nivel inicial: livello iniziale) si passava alla scuola primaria, che include sostanzialmente le nostre elementari e medie inferiori.

Jorge Mario deve lasciare quella scuola che ama tanto. La scelta dei genitori Mario e Regina cade su una scuola pubblica, la Colonnello Ingegner Pedro Cerviño, in Calle Varela 358. per il sesto anno, però, Jorge passa nel collegio salesiano Wilfrid Baròn de Santos Angeles, a Ramos Mejia, una località della “grande Buenos Aires”, e qui nel 1949 finisce la primaria. 

Anche in questo ciclo di studi l’alunno Bergoglio è diligente e bravo, ma non eccelle in modo particolare. All’epoca non ci sono voti: il profitto dei bambini può essere sufficiente, com’è quello di Jorge, o insufficiente. 

Dalla scuola primaria si passa alla secundaria, nella quale sostanzialmente si concludono le nostre medie inferiori e si fanno le superiori. 

Bergoglio manifesta già una passione per la letteratura, la psicologia e la religione, ma viene iscritto alla Escuela Tecnica Especializada en Industrias Quimicas N°. 12, istituto tecnico in cui si studiano soprattutto chimica e fisica. Forse nella decisione influisce la concretezza di papà Mario, convinto che il diploma di perito chimico sia utile per trovare lavoro. 

E proprio per abituare Jorge all’idea del lavoro, il padre gliene trova uno mentre ancora va a scuola: deve fare le pulizie in una fabbrica di calzini dove papà Mario lavora come contabile. In quella fabbrica Jorge avrà altri piccoli incarichi, fino a quando non andrà a lavorare in un laboratorio che fa analisi su prodotti alimentari. 

A questo punto la giornata dell’adolescente Bergoglio è davvero impegnativa: al lavoro dalle 7 alle 13 e, dopo una breve pausa per il pranzo, a scuola fino alle 20. Lui, però, è felice. 

Il grande cambiamento verrà il 21 settembre 1953, nel giorno della festa degli studenti argentini (l’11 settembre, invece, è la Festa degli insegnanti…): è il giorno della vocazione. Dovrà finire le scuole superiori e diplomarsi, ma la sua strada ormai è tracciata.

di Tiziana Lupi

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