“Martiri: il mondo non resti immobile”

6 aprile 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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Cristo è risorto, è veramente risorto. Risuona forte l’annuncio della Pasqua, in questo lunedì dell’Angelo con una piazza San Pietro affollatissima. Ma le parole di Francesco, dopo la preghiera mariana della Regina Coeli, sono di nuovo per quelli che definisce «i nostri martiri di oggi», ovvero i cristiani perseguitati nel mondo «esiliati, uccisi, decapitati, per il solo fatto di essere cristiani».E sono tanti. Più numerosi che nei primi secoli, nota il Papa, mentre gli occhi si riempiono di dolore e rabbia.

Fede e speranza nella risurrezione
«Auspico che la Comunità Internazionale non assista muta e inerte di fronte a tale inaccettabile crimine, che costituisce una preoccupante deriva dei diritti umani più elementari», dice alzando la voce. «Auspico veramente che non rivolga lo sguardo da un’altra parte». L’appello del Papa contro ogni forma di indifferenza e immobilismo è una profonda riflessione incentrata sulla speranza della Risurrezione, che nasce, come narra il Vangelo di Matteo, da quel sepolcro trovato vuoto dalle donne e dal loro incontro con Gesù risorto, che le invita a raccontare ovunque quella che è la madre di tutte le belle notizie.

«Anche noi siamo risorti, siamo passati dalla morte alla vita, dalla schiavitù del peccato alla libertà dell’amore. Ecco la buona notizia che siamo chiamati a portare agli altri e in ogni ambiente, animati dallo Spirito Santo. La fede nella Risurrezione di Gesù e la speranza che Egli ci ha portato è il dono più bello che il cristiano può e deve offrire ai fratelli», aggiunge Bergoglio.

La luce di Gesù che rischiara il buio
Perciò esorta la gente in piazza a ripetere «Cristo è risorto!»: non una, ma ben quattro volte, come a prenderne consapevolezza, ricordando
che questa lieta notizia «dovrebbe trasparire sul nostro volto, nei nostri sentimenti e atteggiamenti, nel modo in cui trattiamo gli altri». Ma quando è che annunciamo davvero la Risurrezione di Gesù?

«Quando la sua luce rischiara i momenti bui dell’esistenza e possiamo condividerla con gli altri; quando sappiamo sorridere con chi sorride e piangere con chi piange; quando camminiamo accanto a chi è triste e rischia di perdere la speranza; quando raccontiamo la nostra esperienza di fede a chi è alla ricerca di senso e di felicità».

La Pasqua è dunque «l’evento che ha portato la novità radicale per ogni essere umano, per la storia e per il mondo: è trionfo della vita sulla morte».

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