Anno Santo, come sarà quello di Francesco

16 aprile 2015 Foto e video story

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La Porta Santa verrà aperta dal Santo Padre martedì 8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione (credits: Getty Images)

La Porta Santa verrà aperta dal Santo Padre martedì 8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione (credits: Getty Images)

Papa Francesco in passato lo aveva detto e ora lo ha anche scritto nella Misericordiae vultus (in italiano: il volto della misericordia), la Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia che sabato ha consegnato ai quattro cardinali arcipreti delle basiliche papali di Roma e ad alcuni vescovi e cardinali, per raggiungere simbolicamente tutto il mondo: «Ci sono momenti nei quali in modo ancora più forte siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre».

Quello che stiamo vivendo è per Francesco uno di questi momenti, ed è il motivo per cui ha deciso di indire un Anno Santo straordinario dedicato alla misericordia. Lo ha spiegato appunto nella Bolla, di cui alcuni brani sono stati letti durante la cerimonia di sabato – svoltasi di fronte alla Porta Santa di San Pietro – da monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura della Casa pontificia (la struttura che si occupa dei servizi che riguardano direttamente il Papa), in qualità di protonotario apostolico (un “notaio del Papa”).

Del resto, che la misericordia sia sempre stata al centro della missione pastorale di Francesco non è un segreto, visto che il Santo Padre l’aveva citata anche nel motto episcopale conservato dopo l’elezione: “Miserando atque eligendo”, cioè “lo guardò con occhi misericordiosi e lo scelse”. Una misericordia, quella del Volto di Cristo, che per noi è l’unico modo per vedere Dio, dato che nella tradizione biblica Dio non ha volto: “Chi vede Lui vede il Padre”, scrive Giovanni.

E Francesco spiega nella Bolla che “abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia”, perché “è fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza; l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro; la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita; la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato.

La misericordia è anche “l’architrave che sorregge la vita della Chiesa. La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole”. Perciò “dove la Chiesa è presente, là deve essere evidente la misericordia del Padre”. “Misericordia”, però, non dev’essere solo una bella parola, ma deve permettere di “aprire il cuore a quanti vivono nella più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica”.

La corruzione è una piaga putrefatta
La speranza del Pontefice è che in questo Anno Santola parola del perdono possa giungere a tutti e la chiamata a sperimentare la misericordia non lasci nessuno indifferente”, nemmeno “quelle persone che si trovano lontane dalla grazia di Dio per la loro condotta di vita”, come “gli uomini e le donne che appartengono a un gruppo criminale. Vi chiedo di cambiare vita nel nome del Figlio di Dio che, pur combattendo il peccato, non ha mai rifiutato nessun peccatore».

Lo stesso invito Francesco lo rivolge «anche alle persone fautrici o complici di corruzione. Questa piaga putrefatta della società è un grave peccato perché con la sua prepotenza e avidità distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i più poveri”.

L’apertura delle Porte Sante a Roma
Nell’elenco, Francesco non dimentica nemmeno l’Ebraismo e l’Islam: “Questo anno giubilare possa favorire l’incontro con queste religioni e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo ed elimini ogni forma di chiusura, disprezzo, violenza e discriminazione”…

Il Giubileo si aprirà l’8 dicembre 2015 con l’apertura della Porta Santa nella basilica di San Pietro; la domenica successiva si aprirà la Porta Santa di San Giovanni in Laterano e, successivamente, quella delle altre basiliche papali di Roma.

Per volontà di Francesco, però, l’Anno Santo sarà celebrato non solo a Roma ma in tutte le diocesi del mondo, e sarà possibile aprire una Porta della Misericordia anche nei santuari, “mete di tanti pellegrini che in questi luoghi sacri spesso sono toccati nel cuore dalla grazia e trovano la via della conversione.

La scelta dell’8 dicembre come data d’inizio dell’Anno non è casuale: “Aprirò la Porta Santa nel 50° anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. La Chiesa sente il bisogno di mantenere vivo quell’evento. Per lei iniziava un nuovo percorso della sua storia. Abbattute le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata, era giunto il tempo di annunciare il Vangelo in un modo nuovo”.

L’Anno Santo si chiuderà il 20 novembre 2016, “nella solennità di Gesù Cristo Signore dell’Universo”, al quale “affideremo la vita della Chiesa, l’umanità intera e il cosmo immenso”. L’esortazione di Francesco per questo Anno è quella di lasciarci “sorprendere da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita”.

L’Anno sarà anche nel segno della pace, come ha sottolineato nell’omelia della celebrazione dei Primi Vespri della seconda Domenica di Pasqua, seguita alla consegna della Bolla: «La pace, soprattutto in queste settimane, permane come il desiderio di tante popolazioni che subiscono la violenza inaudita della discriminazione e della morte, solo perché portano il nome cristiano.

La nostra preghiera diventa un grido di aiuto al Padre ricco di misericordia, perché sostenga la fede di tanti che sono nel dolore, mentre chiediamo di convertire i nostri cuori per passare dall’indifferenza alla compassione».

(credits: Getty Images)

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Curiosità: che cos’è un Giubileo ovvero l’Anno Santo
Il termine “Giubileo” deriva dall’ebraico “yobel” che indicava il corno di capro che col suo suono apriva, ogni 50 anni, un anno molto particolare in cui veniva lasciata riposare la terra, si liberavano gli schiavi e si rinunciava a riscuotere i crediti. Venivano, cioè, rimessi i debiti ed è proprio questo che avviene nel Giubileo. Con questo termine, infatti, noi cattolici intendiamo un Anno Santo di remissione dei “debiti”, ovvero dei nostri peccati.

Durante tutta la sua durata, il Papa concede l’indulgenza plenaria ai fedeli che si recano a Roma (o in altre mete, come ha specificato Francesco nella sua Bolla) e compiono determinate pratiche. L’indulgenza è la remissione della pena temporale per i peccati. Essi sono già stati “perdonati” da Dio attraverso la confessione, ma hanno lasciato dentro di noi un “disordine morale” che impedisce di aprirsi completamente alla Grazia. Il Giubileo inizia con l’apertura della Porta Santa, simbolo del passaggio del cristiano dal peccato alla grazia.

 

(credits: Getty Images)

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La mitria. È il copricapo usato dai vescovi nelle celebrazioni. Le decorazioni hanno un valore estetico e non un “ruolo” liturgico.

L’Agnus Dei. Tra le decorazioni del piviale, spicca questo richiamo all’Agnello di Dio: l’agnello che porta la Croce rappresenta Gesù Cristo.

L’anello. Anche in questa occasione, Francesco ha usato il suo anello vescovile d’argento e non quello piscatorio ricevuto dopo l’elezione.

La ferula. La ferula scelta da Francesco per la lettura della Bolla è la “Scorzelli”, fatta per Paolo VI nel 1965.

Il piviale. Come è d’uso nelle funzioni solenni al di fuori della messa, il Papa indossa il piviale, un mantello a forma di semicerchio chiuso da un fermaglio detto “razionale”.

La croce. Papa Francesco stringe in mano la sua croce. È una croce in argento, che gli ha donato 15 anni fa un amico prete. Disegnata dall’artigiano pavese Giuseppe Albrizzi, porta l’immagine del Buon Pastore.

di Tiziana Lupi

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