Angeli custodi, una presenza costante nella vita

1 ottobre 2014 Foto e video story

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Guercino, "L'angelo appare ad Agar e Ismaele" (credits: Getty Images)

Guercino, “L’angelo appare ad Agar e Ismaele” (credits: Getty Images)

Nell’udienza generale del 2 ottobre dello scorso anno, Francesco ne parlava così: «Oggi celebriamo la memoria degli angeli custodi. La loro presenza rafforzi in ciascuno di voi, cari giovani, la certezza che Dio vi accompagna nel cammino della vita; sostenga voi, cari ammalati, alleviando la vostra fatica quotidiana; e sia di aiuto a voi, cari sposi novelli, nel costruire la vostra famiglia sull’amore di Dio».

I messaggeri al cospetto di Dio
Ma chi sono gli angeli di cui celebriamo la festa proprio il 2 ottobre, a pochi giorni da quella (il 29 settembre) degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele? La parola angelo deriva dal greco “anghelos”, che significa messaggero, perché è proprio questa la funzione che gli angeli svolgono negli episodi narrati dai Vangeli. è stato un angelo, infatti, a Nazaret, a portare a Maria l’annuncio della sua prossima maternità («Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù», Lc 1, 31) e a rassicurare GiuseppeNon temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo», Mt 1, 20). Ed è stato un angelo ad apparire a Cristo nel Getsemani: «Allora gli apparve un angelo per rafforzarlo » (Lc 22, 43). Ed è stato, ancora, un angelo ad annunciare la Resurrezione alle donne vicino al sepolcro di Gesù, dicendo loro: «Non è qui, è risorto, come aveva detto; venite, guardate il luogo dov’era stato deposto» (Mt 28, 6). Il suo aspetto, ci racconta l’evangelista Matteo, «era come folgore e il suo vestito bianco come neve». Ed è sempre nel Vangelo che, degli angeli, parla lo stesso Gesù: «Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli» (Mt 18, 10).

La loro esistenza è una verità di fede
Secondo la tradizione, basata sia sul Nuovo sia sull’Antico Testamento, l’angelo custode è un angelo che accompagna ogni persona nella vita per proteggerla, aiutarla nelle difficoltà e guidarla verso Dio. Il primo a manifestare l’idea che ciascuno di noi avesse al fianco un angelo custode è stato San Basilio Magno che, nel suo Adversus Eunomium, scrive: «Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e
pastore per condurlo alla vita». E, nel Catechismo della Chiesa cattolica, leggiamo: «L’esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede». Gli angeli «sono creature spirituali che incessantemente glorificano Dio e servono i suoi disegni salvifici nei confronti delle altre creature». Inoltre, «circondano Cristo, loro Signore. Lo servono soprattutto nel compimento della sua missione di salvezza per tutti gli uomini». Perciò «dal suo inizio fino all’ora della morte, la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione ».

Quindi gli angeli custodi sono al nostro fianco in ogni momento della nostra vita e, in tutte le vicissitudini che ci troviamo ad affrontare, sappiamo di poter contare sulla loro presenza. Del resto, sin da quando sono piccolissimi, insegniamo ai bambini a rivolgersi all’angelo custode in caso di necessità. Non tutti gli angeli, però, sono buoni. O, meglio, non tutti lo sono stati. Come Lucifero, il più bello e splendente degli angeli, che, orgoglioso della propria bellezza e della propria potenza, si oppose a Dio portando con sé un certo numero di angeli. Contro di lui si schierarono gli angeli dell’esercito celeste, capeggiati dall’arcangelo Michele: Lucifero precipitò dal cielo all’inferno e divenne il capo dei demoni.

La festa dell’angelo è un’idea spagnola
Con Michele, il 29 settembre festeggiamo l’arcangelo Gabriele, che apparve a Zaccaria per annunciargli la nascita di San Giovanni il Battista e a Maria per annunciare la nascita di Gesù; e l’arcangelo Raffaele, l’angelo dell’amore sponsale e della salute. Il 2 ottobre, invece, come dicevamo, è la volta degli angeli custodi che non avevano una festa a loro dedicata e venivano celebrati il 29 settembre, in concomitanza con quella di San Michele arcangelo. L’idea di riservare un giorno agli angeli custodi nacque a Valencia, in Spagna, nel 1411,con l’istituzione di una festa per l’angelo protettore della città. Da lì si diffuse in altri Paesi con alterne vicende finché papa Clemente X nel 1670 la rese obbligatoria per tutta la Chiesa latina proprio nella data del 2 ottobre.

Curiosità: ecco come il Papa ha spiegato l’angelo custode ai bambini di Assisi
E’ racchiuso nel commento a una lettera ricevuta da un ragazzo disabile l’amore di papa Francesco per gli angeli custodi. Un commento che il Pontefice avrebbe dovuto leggere nell’incontro avuto il 4 ottobre dello scorso anno con i bambini del Serafico di Assisi e che, invece – come spesso accade con Francesco, che preferisce parlare “a braccio” – è rimasto un pensiero sulla carta. La lettera di cui avrebbe voluto parlare ai bambini era quella di Nicolas, un ragazzo argentino di 16 anni che gli scriveva: «Tutte le notti, da quando tu me l’hai chiesto, io domando al mio angelo custode, che si chiama Eusebio e ha molta pazienza, di custodirti e di aiutarti. Stai sicuro che lo fa molto bene perché ha cura di me e mi accompagna tutti i giorni. E quando non ho sonno, viene a giocare con me». Per Francesco, «nel cuore di questo ragazzo  c’è la bellezza, l’amore, la poesia di Dio. Quel ragazzo quando non riesce ad addormentarsi gioca con il suo angelo: è Dio che scende a giocare con lui».

di Tiziana Lupi

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