A passeggio con papa Francesco prima di una udienza

15 febbraio 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Il Papa ama camminare, perciò appena può, e se le distanze lo consentono, una passeggiata all’interno del piccolo Stato pontificio la fa volentieri. Sempre discretamente seguito dai suoi fedelissimi collaboratori con i quali, durante il tragitto, parla di tutto.

Mercoledì scorso, complice anche il clima piuttosto mite in un anticipo di primavera, per raggiungere l’Aula Paolo VI, dove oltre 7mila persone lo stavano attendendo per l’udienza generale, Francesco non ha voluto prendere l’auto, come accade il più delle volte. Anzi ha chiesto espressamente di poter fare “due passi” tra le aiuole, i fiori e i cipressi di casa sua.

E così, alle 9.40 circa è uscito dal portone di Santa Marta e ha subito girato a destra. Da qui, è passato sotto uno dei meravigliosi archi in muratura che si trovano in Vaticano: sulla destra aveva il Palazzo della Canonica, sulla  sinistra invece l’edificio all’interno del quale ci sono i laboratori per lo studio del mosaico. Ancora qualche metro in rettilineo circondato dal verde, e il Pontefice è passato davanti al Palazzo del Campo Santo Teutonico (sulla destra) per poi svoltare a sinistra e raggiungere l’ingresso del “Fungo” (così si chiama comunemente la parte esterna dell’Aula) accolto dall’applauso dei fedeli.

Nell’entrare ha salutato i gendarmi e le Guardie Svizzere, che piantonavano l’entrata con una energica stretta di mano e quel suo tipico “buongiorno” che rompe le distanze e mette tutti di buon umore. Ancora qualche metro nell’atrio dell’Aula tra le colonne di marmo e poi un’altra passeggiata, questa volta molto più lenta per via delle innumerevoli soste che Bergoglio ha voluto e dovuto fare, nel corridoio centrale tra centinaia di mani tese, abbracci, benedizioni e carezze ai bambini. Alla fine dell’udienza Francesco è uscito invece dalla porta sul retro che si trova sul fondo del palco a destra, ed è sbucato di nuovo su via Paolo VI che lo ha riportato davanti a Casa Santa Marta.

Sempre nelle sue passeggiate all’interno delle mura, il Papa spesso si ferma a salutare le persone che incontra con estrema semplicità e benevolenza: un dipendente, un gendarme, un benzinaio, un giardiniere. In fondo più che uno Stato, quello della Città del Vaticano, sembra un gran bel condominio dove tutti si conoscono, tutti sono amici e Francesco è uno di loro.

di Cecilia Seppia

Per vedere tutte le foto clicca qui: http://www.miopapa.it/?p=28416

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