A papa Francesco piace essere puntuale

23 febbraio 2017 Mondo di Francesco, News

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09 Papa orologioUna delle forme più alte di educazione e rispetto è la puntualità. Virtù indiscussa dei gentiluomini, prerogativa di svizzeri, tedeschi e giapponesi, un po’ meno di altre popolazioni (i latini per esempio). Ma Bergoglio, nonostante le sue origini argentine, è un’eccezione anche in questo.

Orologio al polso, raramente Francesco “sfora” i suoi incontri quotidiani e in quelle poche circostanze in cui ciò è accaduto, si è sempre scusato, motivando pubblicamente il ritardo. Anche perché la sua agenda giornaliera è davvero serratissima e se lui non fosse così ferreo, il suo studio nel Palazzo apostolico sarebbe confuso e affollato come  quello di un medico di famiglia!  

Le udienze private cominciano alle 9 e non durano mai più di mezz’ora. Quelle pubbliche invece si svolgono in tarda mattinata, eccetto l’udienza generale del mercoledì che inizia sempre alle 10. Tra gli altri appuntamenti fissi c’è sicuramente la messa a Santa Marta che il Pontefice celebra alle 7.00 in punto e l’Angelus domenicale, alle 12.00.  Ma anche i “riti” personali del Papa sono scanditi da orari ben precisi: la sveglia alle 4.45, il pranzo alle 13.00, la cena alle 19.00. Oltre al suo inseparabile orologio nero, in plastica, col quadrante bianco e i numeri grandi, che Francesco consulta spesso, a ricordargli gli appuntamenti ci sono anche i suoi collaboratori che con discrezione cercano di aiutarlo in questo arduo compito della puntualità, più difficile da gestire negli incontri straordinari e nei viaggi apostolici. Anche in questi casi, ovviamente, tutto è programmato alla perfezione, ci sono “scalette” costruite ad arte con incastri perfetti ma c’è una variante fondamentale che va considerata: la folla.

Gli abbracci, i saluti, le soste della papamobile per andare incontro a un anziano, un malato o prendere in braccio un bambino… Francesco ama dedicare attenzione e tempo alla sua gente e per nulla al mondo ci rinuncerebbe, ma così facendo i minuti di ritardo si accumulano, agitando gli organizzatori e i giornalisti che lo seguono in diretta.

È per questo che appare quasi incredibilmente che il Papa sia riuscito ad arrivare puntuale alla messa di Manila, durante il suo viaggio nelle Filippine, celebrata nel parco Rizal dove ad attenderlo, per giunta sotto la pioggia, c’erano oltre 7 milioni di persone. Ma è stato così.

Lo stesso è accaduto per la veglia coi ragazzi durante la Giornata mondiale della Gioventù di Cracovia. E Francesco spaccò il minuto, pronunciando il suo celebre discorso al Congresso americano, nel corso del suo viaggio negli Usa,  nel settembre del 2015. Non è tutto: per lo storico incontro a Cuba con il Patriarca di Mosca Kirill, il 12 febbraio del 2016, il Papa arrivò addirittura con qualche minuto di anticipo e così fu per la visita al campo di sterminio nazista di Auschwitz o al muro del Pianto di Gerusalemme

Il suo gesto, ormai consueto, di guardare l’orologio non è mai dunque segno di scortesia né tantomeno il Papa lo fa perché si annoia: a lui sta a cuore poter assolvere in modo puntuale tutti gli impegni, dedicando a ciascuno il giusto tempo.  Certo poi a volte ci sono anche questioni personali da sbrigare, come una visita dal medico. «Alle 12.30 ho appuntamento con il dentista, ma fino a quell’ora ho tempo per salutarvi tutti», disse Francesco ai preti romani riuniti in Aula Paolo VI nel marzo del 2014, suscitando una grande risata.

di Cecilia Seppia

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