8 marzo: Papa Francesco ringrazia le donne

8 marzo 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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Cile, Brasile, Paraguay, Repubblica Dominicana: l’America latina spopola all’Angelus e c’è gente fin sotto il Colonnato. Ma quella dell’8 marzo, è soprattutto la piazza delle donne.

“Il mondo sarebbe sterile senza donne”
È a loro, così care al cuore del Papa e così presenti nel suo magistero, che lui si rivolge assicurando una benedizione e una preghiera particolare. Per loro è anche l’applauso più forte quando Francesco le ringrazia per l’impegno «a costruire ogni giorno una società più umana e accogliente » e per «i mille modi in cui riescono a testimoniare il Vangelo e a lavorare nella Chiesa.

Questa festa internazionale è per noi un’occasione per ribadire l’importanza e la necessità della loro presenza nella vitaUn mondo dove le donne sono emarginate è un mondo sterile, perché esse non solo portano la vita, ma ci trasmettono la capacità di vedere oltre. Di capire il mondo con occhi diversi, di sentire le cose con cuore più creativo, più paziente, più tenero».

Poco prima riprendendo il Vangelo di Giovanni che racconta l’episodio in cui Gesù caccia i mercanti dal tempio con in mano una “frusta di cordicelle”, Francesco ha voluto spiegare il senso profondo di questo gesto che ha definito “profetico”. Gesù, infatti, a chi domanda “mostraci un segno che hai l’autorità per fare queste cose”, risponde “distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”.

Il primo annuncio della Pasqua
E la gente rimane stupita che Egli davvero possa demolire e ricostruire un edificio imponente come quello, che aveva richiesto 46 anni di lavori. In realtà, prosegue Bergoglio, Gesù parla del “tempio vivo del suo corpo”, che da lì a poco sarebbe stato ucciso con la morte in croce, per poi risorgere il terzo giorno. Dunque in quella frase c’è il primo vero annuncio della Pasqua, quando «quel corpo, distrutto dalla violenza del peccato, diventerà nella Resurrezione il luogo dell’appuntamento universale tra Dio e gli uomini».

Infine l’appello più spirituale del Papa in questa terza domenica di Quaresima: «Fare della nostra esistenza un segno di amore per i fratelli specialmente stando vicino ai più deboli, ai poveri », a quelli che stanno vivendo momenti difficili.

di Cecilia Seppia

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