Quando il Papa parla ai giovani nel loro linguaggio

3 febbraio 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Il dialogo con i giovani è da sempre un punto di forza per papa Francesco. Lo ribadisce anche adottando il loro linguaggio, i loro termini, il loro mondo fatto di contatti “virtuali”, di immagini sui telefonini. È successo anche durante il viaggio apostolico in Cile e Perù quando proprio di immagini ha parlato subito prima dell’Angelus pronunciato dal balcone dell’Arcivescovado di Plaza de Armas a Lima in Perù. Francesco ha addirittura citato il programma per ritoccare le immagini (spesso usato per le dive che vogliono apparire più giovani sulle copertine dei giornali…), dicendo che: «Ci sono foto molto belle, ma truccate», mentre il cuore non può essere truccato. Di immagini ha parlato anche con i religiosi e i seminaristi nella cattedrale di Santiago del Cile. Con loro il Santo Padre parlava di vocazione. Queste le sue parole: «Siamo, sì, chiamati individualmente, ma sempre ad essere parte di un gruppo più grande. Non esiste il “selfie vocazionale” (selfie è una parola inglese che indica le foto fatte a se stessi con il telefonino, ndr), non esiste. La vocazione esige che la foto te la scatti un altro». Come dire, quando Dio ti chiama non lo puoi ignorare.

Anche all’incontro che ha avuto con i giovani nel santuario nazionale di Maipù, papa Francesco ha parlato il loro linguaggio. «La fede si rinnova, la fede cresce, ma dopo un primo tempo di cammino e di slancio iniziale, ci sono momenti in cui, senza accorgerci, comincia a cadere la nostra “larghezza di banda” (insomma la capacità di ricezione delle antenne, anche dei cellulari, ndr.), a poco a poco, e quell’entusiasmo, quel volere rimanere connessi con Gesù si incomincia a perdere». E ha aggiunto: «Senza connessione, senza la connessione con Gesù, senza questa connessione finiamo per annegare le nostre idee, annegare i nostri sogni, annegare la nostra fede». Nella stessa occasione il Santo Padre ha parlato anche di caricare le batterie (vedi sotto), non quelle del cellulare ma per restare in contatto con Gesù.

ECCO LE FRASI DETTE DA PAPA FRANCESCO

E’ molto bello vedere le foto ritoccate digitalmente, ma questo serve solo per le foto, non possiamo fare il “photoshop” agli altri, alla realtà, a noi stessi. Ci sono foto che sono molto belle, ma sono tutte truccate, e lasciate che vi dica che il cuore non può “fotoshoppare”, perché è lì che si gioca l’amore vero, è lì che si gioca la felicità, è lì che mostri quello che sei: com’è il tuo cuore? (Angelus di Plaza de Armas, Lima (Perù) 21 gennaio 2018)

I giovani del Vangelo che abbiamo ascoltato oggi volevano quel “segnale” che li aiutasse a mantenere vivo il fuoco nei loro cuori. Quei giovani, che stavano con Giovanni il Battista, volevano sapere come caricare la batteria del cuore. (Incontro con i giovani, Santuario di Maipù – Cile, 17 gennaio 2018)

UN PROGRAMMA PER RITOCCARE LE FOTO

Photoshop è il nome di un programma per l’elaborazione su computer delle immagini digitali, cioè nel formato utilizzato dalle più recenti macchine fotografiche e dai telefonini. Il programma, nato nel 1990, è stato continuamente aggiornato  dalla società che lo produce (Adobe). Oggi è particolarmente sofisticato e offre tante opportunità di elaborazione dell’immagine, come la cancellazione di elementi nell’inquadratura, la modifica dei colori, montaggi, sostituzioni dello sfondo, ecc. Per informazioni:  www.adobe.com.

di Antonio de Felice

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