25 e 26 marzo, chiese e monasteri aperti per le giornate del FAI

15 marzo 2017 News

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12 FAIViviamo circondati da tesori dell’arte e della natura, ma spesso non ce ne accorgiamo neanche. L’occasione per ricordarcelo sarà sabato 25 e domenica 26 marzo quando oltre mille edifici storici e aree naturali di 400 città italiane verranno aperti al pubblico dalla Fondo Ambiente Italiano per la 25a edizione delle Giornate Fai di Primavera. L’appuntamento, organizzato dalle 118 delegazioni del Fai, dagli 86 Gruppi della Fondazione e dagli 80 Gruppi Giovani, vede la partecipazione di 7.500 volontari e di oltre 35.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti che illustreranno ai visitatori gli aspetti storici e artistici dei monumenti.

Tra i mille siti storici aperti, molti sono chiese, monasteri ed ex monasteri  che normalmente non sono visitabili. Qualche esempio?  Il Convento di Trinità dei Monti che custodisce pregevoli decorazioni pittoriche, tra cui singolari illusioni ottiche e studi sulla prospettiva, in cui saranno straordinariamente visibili sale sempre chiuse; la Scuola Nuova di Santa Maria della Misericordia di Venezia costruita nel Cinquecento per dare nuova e più adeguata sede alla omonima confraternita; il complesso monastico di Sant’Andrea a Napoli con un convento affrescato; il santuario e hospitale del Baraccano di Bologna che nel Quattrocento fungeva da ricovero per i poveri e i pellegrini che transitavano per la città.

Le giornate di Primavera del Fai offrono altre occasioni imperdibili come la possibilità di visitare il monastero femminile di  Brisighella in provincia di Ravenna che è talmente grande che la suora che accompagna le visite ha scelto di farlo in monopattino o  il Complesso monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo in provincia di Alessandria o il Museo Diocesano di Rossano Calabro in provincia di Cosenza che per il 25 e 26 marzo esporrà il rarissimo Codex Purpureus Rossanensis, un capolavoro dei codici bizantini miniati del V-VI secolo che contiene il Vangelo di Matteo e quasi tutto quello di Marco, riconosciuto Patrimonio Universale dell’Umanità dall’Unesco.

di Franco Oppedisano

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