2007: il primo abbraccio fra Bergoglio e Benedetto XVI

19 maggio 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Proprio nei giorni in cui Francesco è giunto in Portogallo al Santuario di Fatima per festeggiare il 100° anniversario delle apparizioni della Madonna ai tre pastorelli, c’è  un’altra ricorrenza davvero speciale. Sono, infatti, dieci anni esatti da un abbraccio che sarebbe stato destinato a fare la storia perché rappresenta un’ideale passaggio di testimone: parliamo dell’abbraccio tra papa Benedetto XVI e l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio.

Ratzinger, allora, era da poco  più di due anni Pontefice ed era in viaggio in Brasile. Durante quei giorni si recò anche al santuario di Nostra Signora di Aparecida in occasione della quinta Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi (il 13 maggio 2007). Ossia una grande riunione di tutti i vescovi e i cardinali del Sudamerica. Tra loro, naturalmente, non poteva mancare l’arcivescovo di Buenos Aires: il cardinale Jorge Mario Bergoglio.

Seduto in prima fila, ascoltò con grande attenzione e soprattutto gli fu affidato un importantissimo compito: quello di presidente del gruppo di lavoro incaricato della redazione del documento finale di quell’incontro. Un testo ritenuto assolutamente fondamentale per la missione cristiana in quello che venne allora definito come il “Continente della speranza”.

Il ruolo ricoperto dal cardinal Bergoglio in quell’occasione fu estremamente autorevole. E non è un caso che papa Benedetto XVI volle abbracciarlo così calorosamente, ricambiato da quel sorriso che poi  anche noi abbiamo imparato a conoscere così bene. Due grandi uomini di fede che con il tempo sarebbero anche diventati “amici”. A Roma, l’uno da nuova guida della Chiesa, l’altro da Papa emerito: il “nonno saggio” a cui chiedere sempre consiglio. Forse papa Ratzinger si era reso conto di quanto sarebbe stato decisivo quel momento, a tal punto da influire sei anni dopo sull’elezione a Papa del futuro Francesco. Vero paladino della Chiesa delle periferie e di quel “Continente della speranza”, troppo spesso dimenticato, eppure così pieno di fede. Tant’è vero che il testo finale della Conferenza, passato alla storia come “Documento di Aparecida”, viene considerato tutt’oggi come a tutti gli effetti il testo programmatico di tutto il pontificato di Francesco.

D’altra parte, proprio al Santuario di Aparecida papa Francesco ha voluto tornare in occasione del suo primo viaggio apostolico all’estero: quello, appunto, in Brasile del 2013 per la Giornata mondiale della Gioventù.

IL DOCUMENTO DI “APARECIDA”

Il primato della Grazia, la misericordia come pietra angolare della missione cristiana, il coraggio apostolico, la visione di una Chiesa che non si limita a occuparsi di temi relativi alla fede, ma sta vicino a tutti. Sono questi i punti fondamentali del cosiddetto “Documento di Aparecida” che fu scritto proprio dieci anni fa. Considerato come il testo programmatico del futuro pontificato di Francesco, rappresentò la risposta

dei religiosi sudamericani a una Chiesa ritenuta troppo burocratica. La visione di Bergoglio e dei suoi collaboratori era quella di una  Chiesa in cui i cristiani trovano la tenerezza dell’amore di Dio nel volto di Maria che ci invita a lanciare le “reti” e a costruire “ponti” per avvicinare tutti a Gesù.

di Matteo Valsecchi

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